Inflazione senza sorprese: in crescita. Incertezza politica. Non è il momento di spendere

Istat comunica una stima di crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente, arrivando a 8,9% su base annua (1). Col “carrello della spesa” a +10,9%. Dati che ci riportano a numeri di agosto 83 del secolo scorso (+11%). Senza sorprese visto il clima nazionale, europeo e mondiale e – sempre senza sorprese – che gli aumenti non siano dovuti ai prezzi energetici (grossomodo sotto il controllo dello Stato e dell’Ue) ma alle conseguenze di questi prezzi, soprattutto sui prodotti alimentari, ricreativi, culturali e cura della persona.

Siamo solo agli inizi, anche perché i prezzi energetici (in calo rispetto al mese precedente ma a +44,5% su base annua) non è detto che debbano stabilizzarsi su questi livelli. Le possibili varianti sono dovute al fatto che:

– se abbiamo un inverno particolarmente rigido, è possibile che a febbraio si abbiano problemi di approvvigionamento energetico e, di conseguenza, i prezzi schizzerebbero in alto;

– il nostro maggior fornitore di gas è l’Algeria, Paese che, tra i tanti segnali di non essere geopoliticamente in sintonia con noi e l’Ue, si è astenuto in sede Onu sulla condanna dell’annessione di quattro province ucraine da parte dell’invasore russo (2). L’Algeria, come ha fatto con la Spagna di recente, quando non è d’accordo con alcune politiche, usa come minaccia il taglio delle forniture energetiche. E noi l’abbiamo scelta nonostante stiamo ancora vivendo la vicenda Russia/Ucraina….

– le ricadute sui prezzi degli aumenti energetici sono ancora all’inizio e, ammesso e non concesso che questo mercato debba stabilizzarsi, tutto il mercato (che dipende comunque dall’energia) non torna indietro e non si ferma (almeno subito). Inoltre, oltre agli adeguamenti, tutto il mercato aggiunge anche le speculazioni in tutta la filiera: produzione, distribuzione e dettaglio.

Per ora ci teniamo gli effetti e le “pezze” che il governo uscente è stato in grado di mettere.

Qualche velleitario ha cominciato a chiedere ulteriori provvedimenti al governo che non c’è. Ma per poterlo fare con ragion d’essere, occorre aspettare la sua formazione. Ché, visto quanto è accaduto in Senato per l’elezione del presidente grazie ai voti “ignoti” di alcuni oppositori e il non-voto di altri noti all’interno della stessa maggioranza, non si preannuncia un’armonia concentrata sui problemi del Paese piuttosto che sui propri per la sopravvivenza. Quindi: quali saranno le priorità del nuovo governo, a parte le promesse della campagna elettorale? Vedremo.

A noi consumatori, oltre che aspettare e avere fiducia nelle capacità del nuovo governo, al momento non resta che arrangiarci, soprattutto mettendo da parte più risorse possibili, ché ora non è proprio il momento di spendere ma di far tesoro di quanto abbiamo accumulato.

 

1 – https://www.aduc.it/notizia/inflazione+lieve+aumento+settembre+stima+istat_139147.php

2 – https://www.aduc.it/articolo/gas+merce+ricatto+paesi+liberticidi+italia+succube_35292.php

 

Vincenzo Donvito Maxia