QUESTIONE DI STILE: CATENO DE LUCA CONTRO MARCELLO SCURRIA A FIL DI QUERELA

“Ho invitato il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a intervenire nella sua qualità di rappresentante legale dell’Ente regionale per tutelare il buon operato degli uffici regionali, in particolare della Sezione V – Servizio 5 Ufficio Elettorale del Dipartimento Autonomie Locali, oggetto di accuse gravissime e del tutto infondate da parte di Marcello Scurria”.

Lo dichiara Cateno De Luca.

“Scurria – prosegue De Luca – sostiene che esisterebbe un parere dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana in contrasto con quanto disposto dai dirigenti regionali, arrivando addirittura ad affermare che questi ultimi avrebbero consumato un grave reato di omissione. Si tratta di affermazioni gravissime”.

Al contrario di quello che pensa l’onorevole sindaco De Luca, siamo già molto avanti nella sua rivoluzione differenziata della città di Messina: le polemiche, i veleni, le accuse (vere o false, chissà…) tra lui e il candidato di quel che resta del centrodestra, Marcello Scurria, continueranno a far allontanare ancora un po’ l’elettore dalle urne. Di chi sia la colpa non spetta a noi dirlo perché navighiamo già verso le acque rapide dell’anarchia istituzionale, se non peggio. Che, detto tra noi, non ha mai smesso di essere il “pensiero stupendo” del SISTEMA MESSINA, dai tempi in cui la vecchia classe dirigente arrancava e i burocrati diventati di colpo colonnelli, raccoglievano i frutti del cattivo apparato politico – istituzionale. Con la differenza che quelli che c’erano prima avevano la testa pensante, questi solo l’arroganza e la maleducazione. E così invece di unire le forze (e le idee) per risollevare la città, coltivano, con una certa perseveranza, la furbizia e le bugie convinti di essere i padroni del vapore: più o meno con la stessa ostinazione.


Padroni di questo territorio dove tante volte si sono masticate – col sangue e l’omertà – le libertà di tutti. Come dimenticare il sacco edilizio che ha arricchito talune famiglie, il gioco d’azzardo che ha contribuito a far passare di mano in mano, imprese, case e fortune commerciali? E la politica ha fabbricato il resto, più o meno con la stessa ostinazione. Fatto scempio del territorio cemetificando dove si sarebbe dovuto coltivare e mettere in sicurezza il verde, costruendo periferie orrende dove si sarebbe dovuto curare il paesaggio, lasciando mano libera all’abusivismo, per ignavia, interesse economico, scambio elettorale.
Appaltando il ciclo dei rifiuti, quello del cemento, del turismo, ecc..in mano a chi se lo voleva prendere, di solito le famiglie di cui sopra. Insomma, percapirci, tra le radici di questo albero storto c’è il Comune e a cascata le sue ramificazioni: insomma le regole, il merito, il diritto è materia non richiesta.


Eppure, ciononostante, sopra questo marciume i prati son verdi e i fiori crescono ancora. Calcolando poi la mancanza di spazi pubblici per giovani e meno giovani diciamo che di programmi elettorali ce ne sarebbero a iosa. Ma non se ne parla, figurarsi se hanno voglia di riqualificare lo schifo che li ha resi ricchi spargendo cemento sulle verdi colline o fare chiarezza sul degrado che regna nelle periferie, nei cimiteri dove, chi è più sperto degli altri, raccoglie migliaia di consensi… No, meglio litigare per distogliere l’attenzione da temi più pericolosi: polemiche utili alle favole raccontate dalla politica ogni santo giorno. Se Cateno De Luca e Marcello Scurria (in ordine alfabetico) conciliano i loro progetti, un po’ a te e un po’ a me, io a Palazzo Zanca, tu, quando ci sarà il turno, alla Regione, questo ai miei e questo ai tuoi, chi farà la critica e l’opposizione? Non è necessario per convincere i possibili riottosi la fustigazione, funziona benissimo anche lo sbaraccamento e Il servizio di tumulazione. Già: e la Legge, che ruolo ha?