Egregio direttore,
stranamente il suo giornale non ha preso in considerazione la posizione del mondo clericale per le prossime elezioni amministrative messinesi. Vorrei provocarla attraverso la citazione di un brano del diario di Primo Mazzolari, composto il 14 agosto 1907, nel quale il giovane chierico che diventerà “la tromba dello Spirito Santo in Val Padana”, consigliava i suoi compagni di seminario di non essere eccessivamente coinvolti nelle elezioni ammnistrative di quel tempo. Per scelta personale non vado a votare per non prestare il fianco alle bugie sbandierate in campagna elettorale che restano promesse in eterno.
«Sì, sta bene che il chierico s’interessi e ci occupi delle elezioni, ma non è necessario per questo fare il galoppino elettorale, mischiarsi nella folla piazzaiuola, degradando in parte un abito degno di tutto il rispetto e di venerazione. Senza mancare al nostro dovere, noi dobbiamo contribuire indirettamente con una preparazione remota. E quanti mezzi per questo! Circoli, conferenze private, associazioni elettorali ecc. (…) È necessaria alle associazioni cattoliche una libertà moderata e completa insieme: finché tutta sarà legato alla sacristia non speriamone frutti buoni. Un voto ci farà perdere un’anima».
Le parole di Primo Mazzolari vanno sicuramente aggiornate alla situazione socio-politica attuale, ma parecchi preti (qualcuno addirittura inserito indirettamente un comitato di sostegno al candidato sindaco di una ridente stazione balneare, qualche altro a distribuire sotto banco i santini…) hanno pensato di non perdere il passaggio del treno elettorale del più forte (una vera provvidenza!) montandovi sopra.
Non so se costoro possono essere definiti “galoppini elettorali”, sicuramente hanno fatto perdere un’anima, la mia. Ho assistito, infatti, in una piazza antistante una chiesa di un villaggio nella zona nord della città metropolitana, alla incresciosa scena in cui dei giovani del campo largo volevano offrire un volantino a una distinta signora che, garbatamente ha rifiutato, aggiungendo: “No, grazie. Il nostro parroco ha già fatto un’assemblea nella quale ha presentato un candidato collegato alla lista del più forte”.
G.S.
