W l’Italia: Di Maio e le porcate

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Il vicepremier Luigi Di Maio ha definito una “porcata” l’autorizzazione alle prospezioni e trivellazione in mare riguardante gli idrocarburi.

Noi siamo convinti che le porcate (al plurale) le abbia fatte il vicepremier pentastellato Di Maio. Le porcate sono in relazione a quanto affermato prima delle elezioni e a quanto si è fatto dopo le elezioni.

 

Vediamo.

Concessioni in mare per gli idrocarburi.

I procedimenti amministrativi per le concessioni potevano essere sospesi. Bastava un decreto legge, da emanarsi prima che i procedimenti si concludessero, cioè entro novembre. Di Maio ha avuto 6 mesi di tempo per predisporre e far approvare dal Consiglio di ministri un decreto legge. Non lo ha fatto.

Prima porcata.

Acciaierie Ilva.

Dovevano essere chiuse e trasformate in un museo. Di Maio definì un “delitto perfetto” l’attribuzione dell’Ilva alla società Arcelor Mittal, poi questo “delitto perfetto” lo ha compiuto lui stesso.

Seconda porcata.

Gasdotto TAP. Il vicepremier Di Maio ha autorizzato il proseguimento dei lavori della TAP che doveva essere cancellata in due settimane.

Terza porcata.

Salvataggio Carige (Cassa di Risparmio di Genova e Imperia). Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per il salvataggio della banca ligure. Di Maio oggi approva un salvataggio bancario con soldi pubblici, cioè nostri, mentre ieri condannava il salvataggio del MPS.

Quarta porcata.

L’importante è attribuire le porcate ad altri, basta dichiararlo in qualche telegiornale e il gioco è fatto.

L’importante è che il popolo ci creda.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc