Via libera dell’Aula del Senato al disegno di legge dedicato alla produzione e alla vendita del pane. Il provvedimento, presentato alla fine del 2022 su iniziativa del senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, dovrà ora affrontare il passaggio alla Camera per ottenere l’approvazione definitiva.
L’obiettivo della riforma è quello di garantire maggiore trasparenza ai consumatori e valorizzare il vero pane fresco, contrastando pratiche commerciali che negli anni hanno creato confusione sugli scaffali. Sempre più spesso, infatti, prodotti surgelati o precotti vengono venduti come freschi, rendendo difficile per i clienti distinguere le diverse tipologie di pane.
Il testo introduce una disciplina dettagliata composta da 20 articoli, nei quali vengono definite le caratteristiche del pane fresco, le varie categorie di pane, le tipologie di lievito e le regole per il commercio del pane conservato o a lunga durata.
Uno dei punti centrali riguarda proprio la definizione di “pane fresco”. La nuova normativa stabilisce che questa denominazione non potrà essere utilizzata per prodotti venduti oltre 24 ore dopo la conclusione del processo produttivo, a prescindere dal metodo di conservazione adottato.
Grande attenzione viene dedicata anche all’etichettatura. Il ddl prevede indicazioni precise per i prodotti ottenuti tramite cottura parziale, surgelazione o completamento della cottura di impasti preparati industrialmente. Lo scopo è evitare che il consumatore venga tratto in inganno durante l’acquisto.
Nel provvedimento trovano spazio anche i grissini, per i quali viene introdotta una definizione normativa specifica. Sarà consentito aggiungere ingredienti come semi, spezie ed erbe aromatiche, mentre vengono eliminate alcune vecchie disposizioni sul confezionamento obbligatorio.
La legge interviene inoltre sulle diverse tipologie di lievito, distinguendo tra lievito fresco, crema di lievito, lievito secco e pasta madre o lievito naturale, ciascuno con precise caratteristiche tecniche e limiti di umidità.
Novità anche per panifici ed esercenti commerciali. I panificatori potranno vendere prodotti sfusi di propria produzione destinati al consumo immediato, purché vengano rispettate le norme igienico-sanitarie. Inoltre, il pane fresco dovrà essere esposto separatamente rispetto ai prodotti ottenuti da pane parzialmente cotto o surgelato. Analoga separazione sarà prevista anche per il pane senza glutine, che dovrà essere collocato in spazi dedicati e non accessibili direttamente al pubblico.
Tra gli obiettivi della riforma figura infine anche la tutela delle produzioni italiane e l’istituzione di una futura “Festa del pane”, pensata per valorizzare una delle eccellenze simbolo della tradizione alimentare nazionale.
