“Una Costituzione voluta dal popolo, scritta in modo semplice per essere letta dal popolo”. La lezione di Elisabetta Lamarque al convegno in Villa Burba

Rho – L’intervento della professoressa Elisabetta Lamarque, docente di Diritto costituzionale all’Università Milano Bicocca, martedì 16 gennaio 2024 a Villa Burba è stato una vera lectio sulla nascita della Costituzione della Repubblica italiana, approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il primo gennaio 1948.

L’evento è stato voluto e organizzato dal presidente del Consiglio comunale Calogero Mancarella, con il supporto dell’Ufficio Assistenza agli Organi istituzionali, e ha coinvolto il Sindaco Andrea Orlandi, l’assessore alla Scuola Paolo Bianchi, la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi.

Mancarella ha salutato i presenti chiamando al tavolo dei relatori il piccolo Mattia Petrosino, che ha colorato una copia della Costituzione, elaborando il testo su cui ha lavorato in classe con la maestra. Un segno importante, perché più volte è stato sottolineato come la Carta Costituzionale sia davvero “alla portata dei bambini” per la semplicità del linguaggio usato dagli estensori.

 

I padri costituenti hanno scritto testi fruibili da parte di tutti, evitando un linguaggio troppo giuridico – ha evidenziato Calogero Mancarella – Ammiro la loro lungimiranza, che rende la Costituzione ancora molto attuale. Mi ha sempre colpito in particolare l’articolo 9, che riguarda lo sviluppo di cultura, paesaggio e patrimonio, ovvero tutto ciò che appartiene a tutti gli italiani. Pensare a questo in un Paese martoriato dalla guerra e con l’analfabetismo sopra il 40 per cento dice che si puntava a rilanciarlo sulla base di un patrimonio comune. Meuccio Ruini,  presidente della Commissione dei 75, ha evidenziato più volte come dall’estero venissero a curiosare molti esperti di costituzioni: l’Italia è stata un esempio fondamentale per molti”.

 

L’assessore Paolo Bianchi ha organizzato la distribuzione della copia ristampata della Costituzione, con una introduzione del presidente del Consiglio comunale di Rho, alle classi quinte delle primarie e agli studenti delle secondarie di primo grado, che affrontano lezioni di educazione civica. “La Carta ci ricorda i diritti e i doveri per vivere bene insieme – ha detto – E’ importante che i ragazzi ne facciano esperienza. Amo questo testo perché è semplice e propositivo: non pone freni, ma promuove. Abbiamo scelto di invitare oggi dirigenti e insegnanti, perché hanno il compito di favorire la lettura della Carta tra i ragazzi. Ma abbiamo invitato anche giunta e consiglieri comunali, perché tutti noi amministratori siamo chiamati a prenderci cura della crescita civica dei ragazzi. L’articolo 34 ricorda che la scuola è aperta a tutti, premia tutti e non lascia indietro nessuno. Facciamo in modo che questo articolo venga sempre rispettato”.

 

Elisabetta Lamarque ha puntato sulla semplicità del testo: “Meuccio Ruini ha trainato i lavori per un anno e mezzo, era un mediatore dotato di un forte temperamento, un finissimo esperto di diritto – ha evidenziato – Ripeteva che la Costituzione chiesta dal popolo dovesse essere scritta in modo tale da essere letta dal popolo e dai fanciulli nelle scuole. Tutto il popolo la doveva comprendere e di fatto il testo ha un record di leggibilità, è classificato tra i testi facili, uno dei più facili insieme a “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani”.

 

L’intervento si è sviluppato con un excursus sulle Costituzioni nate dalla fine del Settecento, come “rimedio alla infelicità umana”, per “popoli oppressi da un potere illimitato”: “Nascevano dall’idea di dare limiti al potere pubblico in tempi di potere assoluto e arbitrario – ha sottolineato la docente – Lo scopo ultimo era quello di garantire i diritti delle persone. Il costituzionalismo è la tecnica delle libertà, indica diritti inviolabili e doveri inderogabili, oltre alla organizzazione dei pubblici poteri. Di fatto il costituzionalismo europeo dell’Ottocento è fallito miseramente, basti pensare allo Statuto Albertino del 1848. Sia in Italia sia in Germania le costituzioni non hanno limitato il potere e non hanno difeso i diritti dei cittadini, fino a consentire l’eliminazione di milioni di persone. Dobbiamo ricordare che allora votava il 2 per cento della popolazione, ricchi e nobili. Nel 1848 fu un patto tra re e borghesia, nel 1948 un patto tra tutte le forze politiche e sociali del Paese. La Costituente era lo specchio della società, esprimeva idee del mondo davvero opposte. L’unica certezza era che si dovesse costruire una repubblica in grado di tutelare le minoranze, così aveva scelto il popolo. Occorreva dettare  regole per tenere insieme tutte le parti”. Efficace un esempio preso a prestito dal mondo americano: la Costituzione intesa come regole che un gruppo di persone si dà per andare insieme in vacanza, poi i dettagli li decide la maggioranza (la politica).

In questo modo – ha proseguito Lamarque – non c’è pericolo che qualcuno resti fuori. Poi la Corte costituzionale difende la Costituzione da eventuali decisioni della maggioranza contrarie al patto. La persona umana è al centro di tutto: se sotto il fascismo si moriva e si offrivano figli alla patria, dal 1948 lo Stato è al servizio della persona, intesa come singolo individuo in relazione con altri”.

Lamarque ha mostrato ai circa 70 presenti un video che ricostruisce la storia della Costituente. Lo si trova nella home page del sito comenascelacostituzione.it (https://comenascelacostituzione.it/), che raccoglie i resoconti dei lavori dell’Assemblea, della Commissione dei 75 e delle sue tre Sottocommissioni. Una colossale opera digitale cui la stessa Lamarque ha lavorato a lungo per rendere i testi accessibili a tutti.

 

La presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, ha cercato di collegare i principi costituzionali alla realtà della vita delle istituzioni locali: “In consiglio comunale, a trent’anni dalla scelta della elezione diretta del sindaco, qualche aspetto va ritarato, sono emerse carenze nel  monitoraggio rispetto all’attuazione degli indirizzi di giunta. Si lavora a qualche correttivo, ma intanto la partecipazione dei cittadini è garantita da validi strumenti, come bilancio partecipativo, raccolta delle osservazioni su grandi piani, dibattito pubblico. Un lavoro faticoso, ma necessario”.

 

A chiudere il convegno, il Sindaco Andrea Orlandi: “Negli incontri nelle scuole spesso chiedo ai bambini “secondo voi, cosa significa essere cittadini?”, domanda difficile per quell’età e per tutti – ha raccontato – Una volta una bimba di nome Giulia mi ha risposto “partecipare alla vita democratica”: da lei ho imparato cosa vuol dire essere cittadini. Quando la Costituzione entra nel substrato della società, passano automaticamente alle giovani generazioni i messaggi dei padri costituenti. E quel testo diventa la bussola per la società. Purtroppo non tutti sono Giulia. Ma il sogno è di rivedere quelle code davanti ai seggi nel 1946: il 90 per cento degli elettori presente. Avere davanti questa bussola permette di fare in modo che la persona umana, soggetto inserito in una comunità, orienti le scelte. Credo che l’afflato dei costituenti ci debba guidare e sapere che allora si fossero messe in stand by le divisioni, guardando a questa priorità prima di ogni altra cosa, offre un grande insegnamento come stile di governo”.