Una richiesta di valutazione dei servizi offerti da Google con AI Overviews e AI Mode per la possibile violazione del Digital Service Act è stata inviata dall’Agcom alla Commissione europea. L’iniziativa, assunta nella riunione del 29 aprile 2026 con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, ha preso avvio da una segnalazione all’Autorità da parte della Fieg, che asserisce alcuni effetti pregiudizievoli per utenti, consumatori e imprese italiane derivanti dall’introduzione del servizio AI Overviews in Italia.
«In particolare – spiega una nota dell’Autorità – Fieg ha segnalato una significativa riduzione della visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali che, da un lato, metterebbe a repentaglio la sostenibilità economica degli editori e degli autori, in particolare di quelli più piccoli e indipendenti e, dall’altro, inciderebbe sulla libertà di espressione e di informazione e sul pluralismo delle fonti. Segnala inoltre il rischio che le risposte prodotte dall’IA contengano errori, imprecisioni o persino informazioni inventate, senza offrire all’utente la possibilità di verificarne facilmente le fonti».
A seguito delle audizioni di Google, Fieg e Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), «l’Autorità – prosegue la nota – ha ritenuto di sottoporre la questione alla Commissione europea affinché quest’ultima ne valuti la fondatezza, ai fini dell’eventuale avvio di una indagine per la possibile violazione di alcuni obblighi previsti dal Dsa in capo alle piattaforme e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi in materia di mitigazione dei rischi sistemici, tra cui quelli legati alla libertà di informazione e al pluralismo dei media e di trasparenza dei sistemi di raccomandazione».
Nella medesima seduta, su proposta del presidente, «il Consiglio dell’Autorità ha inoltre deciso, anche alla luce delle sue competenze in materia di tutela del diritto d’autore e di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online di contenuti editoriali, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Google, altre piattaforme che intendessero aderire ed editori, con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sui temi del copyright, dell’Intelligenza Artificiale e della tutela del pluralismo». (mf)
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