“Giovani, fiducia e devianza nelle periferie. Conoscere per intervenire”: scopri il nuovo saggio di Avviso Pubblico

I giovani sono un problema o una risorsa per la nostra società?

Per andare oltre la domanda che sempre più, quasi quotidianamente, banalizza il dibattito pubblico sulle nuove generazioni, limitandosi a disamine su questioni di sicurezza e ordine pubblico, Avviso Pubblico ha deciso di realizzare un’opera di approfondimento volta ad articolare risposte e proposte, utili per animare iniziative di confronto ed anche per elaborare politiche nei territori.

“Giovani, fiducia e devianza nelle periferie. Conoscere per intervenire”. Questo è il titolo del monografico, curato dai professori Roberto Cornelli e Isaia Sales, con il contributo di validi studiosi e rappresentanti di realtà del terzo settore, che inaugura la collana AP-profondimenti in collaborazione con le Edizioni Centro Studi Erikson.

In 160 pagine si racchiude un viaggio che raggiunge gran parte delle zone del paese per comprendere come si stiano affrontando le problematiche della condizione giovanile, con un focus particolare sulla devianza e le periferie, mettendo in evidenza non solo le criticità, ma anche le esperienze e le progettualità positive messe in atto, in Comuni grandi e piccoli.

Da Milano a Catania, passando per Bologna e Napoli, docenti universitari, amministratori locali, esperti del terzo settore illustrano lo stato nel quale si trovano a crescere e a sviluppare il proprio futuro ragazze e ragazzi, offrendo spunti di osservazione e di studio originali e costruttivi.

Questo libro è stato immaginato per stimolare il dibattito pubblico sulla condizione dei giovani e delle periferie e sul ruolo degli enti locali, superando la logica della semplificazione e dell’emergenza.

I giovani sono una risorsa, prima che un problema. Le periferie sono luoghi di vita dove ci sono tante persone oneste e non possono essere considerate luoghi dimenticati, posti insicuri o ghetti in cui confinare alcuni ceti sociali. Gli enti locali, che rappresentano l’ossatura della democrazia, devono essere messi nelle condizioni di giocare un ruolo sia nella prevenzione sia nella coesione sociale, fondamentale per ricomporre le fratture aperte nei territori sempre più fragili.