Estate 2026, due italiani su tre insoddisfatti del proprio corpo. E’ boom di punture dimagranti

La nuova infografica di Unicusano offre una fotografia aggiornata del fenomeno, mettendo in luce dati, tendenze e implicazioni sociali, psicologiche e sanitarie legate al rapporto contemporaneo con il corpo. Così il 71,1% non si sente pienamente a proprio agio con il suo corpo; il 75% delle donne e il 67% degli uomini si dice critico verso la propria immagine. Tra i giovani il dato sale ancora: nella fascia 18-29 anni la quota arriva al 76%…

Nel 2026 l’Italia si prepara a un’estate da record: 141,2 milioni di arrivi turistici attesi, 478,6 milioni di presenze, 132,7 miliardi di euro di spesa stimata e quasi 64,8 milioni di italiani in viaggio. Numeri da boom, che raccontano un Paese pronto a riempire spiagge, città d’arte e località balneari. Ma dietro la cartolina dell’estate italiana si muove un’altra storia, più silenziosa e inquieta: quella del corpo esposto, fotografato, confrontato, giudicato.

La nuova infografica dell’Università Niccolò Cusano, “Punture dimagranti e corpi da copertina: la nuova ossessione dell’estate 2026”, racconta proprio questo passaggio: dagli anni ’90 della magrezza estrema e delle copertine da imitare, alla body positivity degli anni 2010, fino all’era Ozempic, in cui il corpo non deve solo essere magro, ma diventarlo in fretta, sembrare controllabile e mostrarsi pronto allo sguardo degli altri.

La prova costume, insomma, non è morta. È diventata farmacologica. Come sottolinea Unicusano, se un tempo il lessico era fatto di dieta, palestra e rinuncia, oggi entrano nel discorso pubblico parole come GLP-1, semaglutide, tirzepatide, fame, sazietà, metabolismo. Farmaci nati per condizioni cliniche come diabete e obesità diventano oggetto di conversazione sociale, sospetto mediatico e desiderio estetico.

I numeri raccolti nell’infografica di Unicusano mostrano la portata del fenomeno. Secondo AIFA, nel 2024 i consumi privati di analoghi GLP-1 utilizzati per perdere peso sono cresciuti del 78,7%. La spesa privata per semaglutide ha raggiunto 55,3 milioni di euro, con ulteriori 21,8 milioni di acquisti privati di fascia A. Nel mercato degli antidiabetici, gli analoghi GLP-1 pesano ormai per il 12,4% dei consumi.

Ma il cortocircuito non è solo sanitario. È culturale. Per l’Unicusano due italiani su tre dichiarano disagio all’idea di scoprirsi d’estate; il 71,1% non si sente pienamente a proprio agio con il suo corpo; il 75% delle donne e il 67% degli uomini si dice critico verso la propria immagine. Tra i giovani il dato sale ancora: nella fascia 18-29 anni la quota arriva al 76%, mentre l’81,1% si allena per migliorare la forma fisica nei mesi caldi.

A rendere tutto più fragile è il rapporto già problematico con peso, cibo e immagine. Nel mondo 16 milioni di persone convivono con disturbi alimentari, quasi 3,4 milioni sono bambini e adolescenti. In Italia si stimano oltre 3 milioni di casi. E tra i minori, più di uno su cinque mostra segnali di disordered eating.

L’estate 2026, quindi, non racconta solo il ritorno della prova costume. Racconta una società in cui la fame diventa parametro, il corpo performance, la magrezza mercato. Il farmaco può essere cura; il trend può diventare pressione. Ed è in questo confine che si gioca la vera sfida: distinguere salute, desiderio estetico e nuova ossessione sociale.