Consumatori con meno fiducia, prospettive zero e rifiuto dei politici a essere europei

Istat fa sapere che ad aprile la fiducia dei consumatori è calata di 1,3 punti grazie al deterioramento del clima economico, di quello personale e – soprattutto – di quello futuro, dove il calo è di 3,3 punti (1). Un calo che segue altrettanta diminuzione registrata a marzo.

Per capire cosa succede e cosa potrà accadere occorre guardare a cosa viene fatto sia dal governo e, come tendenza, da coloro che mediamente si pongono come alternativa e, in teoria, prospettiva.

Per quanto riguarda il governo, a seguito della legge di bilancio 2024 in piena esecuzione, l’immobilismo con lievi flessioni è la caratteristica. Quei pochi ambiti in cui c’è un qualche progresso, sono decisamente problematici, perché si tratta di politiche di bonus et similia, basate sull’aumento del debito pubblico che, se nell’immediato non dà tangibili ripercussioni, va da sé che che sul medio e lungo periodo è un vero e proprio disastro.

Per quanto riguarda l’opposizione, a parte rare denunce sullo stato artefatto dei fatti, sembra che ci sia maggiore interesse a porsi medaglie, quasi estetiche, che non di numeri e prospettive.

Sia governo che opposizione, inoltre, vanno a braccetto per porre ostacoli ad un qualche credibile futuro che, visto che si potrebbe sperare solo pensando all’Ue, non sembra abbiano intenzione di prendere in considerazione.
E’ di ieri il voto al Parlamento europeo di tutti i deputati italiani (tranne quattro) di astensione o contrario per il Patto di Stabilità (2), dove i singoli partiti hanno anche votato in modo difforme rispetto ai gruppi di appartenenza. Il voto era per regolamentare i conti pubblici sotto il deficit del 3% del Pil e i debiti sotto il 60% del Pil, con speciale concessione (dilazioni fino a 7 anni per i rientri) per l’Italia che ha un debito molto elevato in cambio di riforme per crescita e conti sostenibili. Tutti gli italiani – governo e opposizione – non hanno voluto prendersi questo impegno, chè avrebbe significato una dura politica di risanamento e, soprattutto, la fine di attingere fondi per iniziative propagandistiche che trovano fondi solo nell’aumento dei debiti. Fare questo in campagna elettorale… forse qualcuno un po’ più attento avrebbe potuto chiedere loro conto di cosa avessero intenzione di fare (governo) e proporre (opposizione”. Il vuoto….

Che prospettive quindi? Zero + Zero.

Tempi molto bui ci attendono e il calo della fiducia dei consumatori (insieme anche al calo di fiducia – anche più marcato – da parte delle imprese) è solo uno dei primi segnali.

Una curiosità: in campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, qualcuno s’è accorto del voto di Starsburgo e sta valutando come reagire?

Per ora ci dobbiamo accontentare delle baruffe sui partiti in lizza che hanno o meno i nomi dei leader di governo e opposizione sui simboli, di candidature per Strasburgo da parte di persone che mai – nel caso di elezione – ci andranno, di proposte politiche che, partendo da bugie sul ruolo dell’Ue, cercano di ammaliare consumatori su bollette e carburanti e case e prezzi alle stelle che – magicamente – dovrebbero migliorare per il solo mandare a Bruxelles qualcuno che sono anni che dice di voler fare qualcosa che non ha mai fatto e che, molto spesso, ha fatto il contrario.

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc

 

1 – https://www.aduc.it/notizia/fiducia+dei+consumatori+calo+aprile_140181.php
2 – https://stream24.ilsole24ore.com/video/economia/cosa-chiede-nuovo-patto-ue-e-perche-italia-non-vota/AF6yvoiD