Obesità: prima dei 30 anni aumenta del 70% il rischio di morte precoce

L’obesità in età giovanile è una vera emergenza sanitaria che ipoteca il futuro delle nuove generazioni. Se infatti l’obesità colpisce prima dei trent’anni d’età, il corpo inizia un countdown precoce che aumenta del 70% il rischio di decesso prematuro. Il dato, emerso da una vastissima ricerca dell’Università di Lund e pubblicato su eClinicalMedicine* (gruppo The Lancet), è stato rilanciato dalla Società Italiana dell’Obesità (SIO) in occasione dell’European Congress on Obesity (ECO2026) a Istanbul dal 12 al 15 maggio. L’evento è l’occasione per la SIO di promuovere il progetto SIO-STEP, iniziativa che si propone di sensibilizzare ed educare le giovani generazioni nelle scuole, coinvolgendo insegnanti e famiglie.

“La ricerca scandinava ha monitorato decenni di dati clinici, riguardanti oltre 600mila persone, evidenziando come l’eccesso ponderale in età giovanile non sia una condizione transitoria, ma un precursore di patologie croniche devastanti – spiega Silvio Buscemi, presidente SIO e professore ordinario di Nutrizione Clinica all’Università di Palermo -. Il grasso viscerale accumulato precocemente altera il metabolismo e il sistema cardiovascolare in modo profondo, innescando precocemente diabete di tipo 2 e ipertensione. La soglia dei 30 anni emerge come un ‘punto di non ritorno’ biologico: intervenire prima di questa età è l’unica strategia per evitare che un’intera generazione veda drasticamente ridotta la propria aspettativa di vita”.

Il timore degli specialisti della SIO è più che giustificato dai numeri della diffusione dell’obesità: per la prima volta nella storia, il mondo si avvia verso un “sorpasso” in cui i bambini obesi supereranno quelli sottopeso. L’area del Mediterraneo è un “punto caldo” e l’Italia occupa i primi posti della classifica europea per sovrappeso infantile tra i 7 e i 9 anni. “Nel nostro paese l’obesità infantile nella fascia 7-9 anni è un’emergenza sanitaria – specifica Buscemi -: circa il 10-17% dei bambini è obeso e quasi il 20-39% è in sovrappeso. L’Italia è tra i paesi europei con i tassi più alti, con oltre 100.000 bambini con obesità grave (2,6% del totale)”. I dati territoriali mostrano un divario netto tra Nord e Sud: le regioni del Mezzogiorno registrano le percentuali più critiche. Il caso della Campania è emblematico: qui il 43,2% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni – quasi uno su due – è in sovrappeso o obeso.

Per rispondere a questa emergenza, la SIO presenta SIO-STEP (Sviluppo Territoriale Educativo per la Prevenzione). “Non si tratta di una semplice campagna informativa, ma di un trial controllato randomizzato che coinvolge 40 scuole primarie in tutta Italia – spiega Buscemi -. Il progetto si basa su tre pilastri. Il primo è composto da educazione e movimento, ovvero da una serie di protocolli strutturati per aumentare l’attività fisica e la consapevolezza alimentare tra i banchi. Il secondo pilastro è la formazione degli insegnanti: vogliamo fornire ai docenti gli strumenti scientifici per gestire e promuovere stili di vita sani. Infine, con il terzo pilastro puntiamo a coinvolgere le famiglie, supportando costantemente i genitori per rompere il ‘ciclo vizioso’ di isolamento e sedentarietà che spesso accompagna l’eccesso di peso”. L’efficacia di SIO-STEP sarà misurata scientificamente su un arco di due anni per verificare se i cambiamenti ottenuti diventino abitudini consolidate.

“L’obiettivo finale è ambizioso: validare un modello di prevenzione da applicare in tutte le scuole d’Italia, trasformando l’istituto scolastico nel principale motore di salute per le nuove generazioni – conclude Buscemi-. La SIO non è una società scientifica chiusa nei laboratori. Viviamo nel tessuto sociale e vogliamo supportare le istituzioni nelle decisioni strategiche. Per questo stiamo portando avanti SIO-STEP con il quale vogliamo concorrere per un bando europeo Horizon e che si aggancia perfettamente alla ‘Legge Pella’ per la promozione della prevenzione precoce. Il nostro obiettivo è tradurre la scienza in azioni concrete per i cittadini italiani”.