Riflessione sull’8 Marzo di Chloe Facchini, chef e autrice del libro “Donna”, biografia e testimonianza della sua transizione

«Essere donna significa essere resilienti, ecco perché festeggiare questo giorno per me è importante, per ricordare di lavorare quotidianamente per combattere il gap di genere. L’8 Marzo, Festa delle Donne, di tutte le donne, quelle che lo sono dalla nascita e quelle che, come me, hanno deciso di esserlo».

Ogni anno si tirano le somme, si fanno dibattiti, conferenze, manifestazioni e ci si confronta su dove si sta andando, su cosa si è fatto e su cosa si dovrebbe ancora fare. C’è chi questa data la festeggia, la odia,  la trova superata e chi pensa che sia più attuale che mai. Poi, c’è chi la vive con una consapevolezza maggiore proprio come Chloe Facchini, perché lei, donna, ha deciso di esserlo. L’ha elaborato lungo tutta la sua esistenza, l’ha dichiarato scrivendo di getto un post che le ha donato una nuova vita e la libertà di essere se stessa raccontandolo in un libro. Un passaggio lungo e faticoso che ritroviamo nelle pagine della sua autobiografia dal titolo “Donna” (ed Il Loggione) che, in occasione di questa giornata, acquista e rafforza la sua valenza.

Chloe Facchini, ospite fissa nei programmi Rai condotti da Antonella Clerici, La Prova del cuoco e È sempre mezzogiorno!, vanta nella sua carriera passaggi in cucine di livello sia in Francia, sua nazione di elezione che in Italia, una tra tutte, quella dello chef Anthony Genovese del Ristorante Il Pagliaccio** nel cuore della capitale. «Nel ristorante ero l’assistente della pasticcera Marion Lichtle, grazie a lei ho potuto approfondire le mie conoscenze nella tecnica di lavorazione del lievito madre e della pasticceria contemporanea.»

 

Forte delle sue capacità e del suo percorso formativo in cucina, Chloe continua a lavorare come chef executive in un ristorante di Bologna e come chef consultant per aziende, ristoranti e startup.