Tg2 e l’incredibile spot pubblicitario “Casamonica” per Conte e Salvini

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Per dovere di ufficio vedo vari telegiornali e pochi giorni fa sono incappato nel Tg2 delle 20.30 della Rai, e mal me ne incolse.

L’apertura, e il successivo servizio, del Tg2 sono stati dedicati allo sgombero di 8 villette abusive del clan Casamonica, che si era insediato nel rione romano del Quadraro. In totale circa 4 minuti di servizio che per un telegiornale sono una immensità.

L’operazione, benemerita, è stata condotta autonomamente dal Comune di Roma, con la presenza della sindaca, Virginia Raggi, alla quale si sono affiancati repentinamente il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Cosa ci azzecca un ministro dell’Interno e un presidente del Consiglio in una operazione di sgombero di case abusive non è dato di sapere, o meglio, si sa: fa parte della propaganda elettorale in vista delle elezioni europee.

E’ stata ristabilita la legalità, si dice, e non possiamo che concordare, ma di queste operazioni di sgombero e demolizione, ce ne sono state anche negli anni scorsi.

A ricordare cosa è successo, negli anni scorsi, ci ha pensato il giornalista Paolo Pagliaro, con un servizio su La7, nel quale ricorda che lo sgombero e l’abbattimento delle ville dei Casamonica è un rito che a Roma si ripete da anni sempre uguale a se stesso.

Vediamone un riassunto

1) Il 20 aprile 2010, furono demolite 3 ville a Frascati (Roma).
2) Il 4 maggio del 2010, in zona Romanina (Roma) sono stati sgomberati 25 monolocali costruiti in area archeologica.
3) Il 23 gennaio 2012, in zona Romanina, sequestrati 16 immobili e 36 fuoriserie.
4) Il 18 giugno 2013, ci fu un intervento, in altra zona romana, al quale parteciparono anche 2 elicotteri.
5) Il 31 marzo 2013 furono sequestrati degli immobili.
6) A marzo 2015, aprile 2016 e novembre 2017 furono sequestrati ulteriori immobili.

In nessuna di queste circostanze si affacciarono membri del governo, conclude Pagliaro.

Perché mai poniamo il problema di un telegiornale che sponsorizza la presenza di membri del governo? Semplice, perché la Rai vive, oltre che di pubblicità, anche di canone, che tale non è perché è una imposta, pagata dai cittadini e dalle imprese.

La Rai dovrebbe svolgere un servizio di pubblica utilità che, nel caso in questione, è stato utile al presidente Conte e al ministro Salvini. A spese del popolo, che paga il canone (imposta) per avere un servizio di informazione e non di propaganda partitica.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc