Taglio accise gasolio. Senza riforme strutturali si aumenta solo il deficit. Fino a quando?

Il Governo ha deciso di tagliare l’accise del gasolio di 17 centesimi fino al prossimo 6 Agosto. 

Peggio di come previsto, purtroppo. Visto che il taglio continuerà ad avvantaggiare tutti i consumatori, inclusi quelli più ricchi. Il Governo ha deciso di non seguire le indicazioni Ue per tagli  proporzionali ai redditi dei consumatori.

Non essendo, poi, affiancate politiche di scoraggiamento dei consumi e incentivi di fonti alternative, si dà la sensazione che benzina e gasolio siano più abbondanti di quanto sembrino. Alla fine arriveremo al 6 Agosto che non potrà non essere fatto un nuovo taglio… fino a quando?

Anche se si dice che le fonti di finanziamento del taglio sono dall’extra-gettito Iva, dalle sanzioni Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica, è innegabile che, non essendo previsti altri tagli di spesa, il risultato sarà di peggiorare le finanze pubbliche. Infine, se consideriamo che la manovra in divenire sarà in deficit di 14 miliardi di euro (difesa e sicurezza energetica essenzialmente), non si farà altro che aggiungere deficit a deficit.

Una pessima prospettiva, decisa sulla pressione di associazioni e politici che sembrano interessati solo a raccogliere le glorie temporanee dello sconto, e non hanno certo a cuore certezze di diritti ed economie.

Occorrerebbe una rivoluzione sul modello copernicano, mettendo al centro non se stessi e il proprio perdurare negli scranni del potere, ma consumatori ed equilibrio ambientale. Non siamo in alto mare per avviarla, visto che già oggi le fonti energetiche rinnovabili sono anche maggiori di quelle fossili. Ma si dovrebbe ripulirsi di ideologie che favoriscono l’esistente e le nicchie di potere politico ed economico che lo gestiscono. Non ci sembra, però, che al momento, nel governo e nella maggior parte dell’opposizione ci sia questa volontà.

Ragion per cui continueremo a vivere alla giornata, anche aumentando i già gravi problemi e costi che sopportiamo.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC