Reddito di cittadinanza: la pacchia continua

Ci voleva la dichiarazione di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per rendere chiaro, quello che lo era già da sempre, sul reddito di cittadinanza: una pacchia.

Dice Giorgetti:”Il rischio è che il reddito di cittadinanza aumenti il lavoro nero”, ma al Sud, spiega, i 5 stelle hanno vinto per quella promessa”.

Ci corre l’obbligo di fare alcune considerazioni preliminari. Il vicepremier Luigi di Maio, dichiara che per il reddito di cittadinanza stima “una platea degli aventi diritto di 5 milioni di persone”, quelle in povertà assoluta, il che significa moltiplicare i 780 euro mensili del reddito per 5 milioni, che fanno 39 miliardi di euro l’anno; visto che per il reddito di cittadinanza, il governo stanzierà 6 miliardi di euro per il 2019, la domanda che sorge spontanea è: Di Maio dove  troverà i restanti 33 miliardi? Sotto l’albero della cuccagna?

Di Maio aggiunge che “prevede 10 milioni di richiedenti”, sicchè la spesa dovrebbe aumentare. Di Maio ha una zecca personale o sta agganciando 10 milioni di voti?

Tutto questo non ci sarà, ma l’importante è che il popolo creda alle bufale del Di Maio.

Il reddito di cittadinanza non favorisce la ricerca di un lavoro. Il motivo è semplice: perché mai una persona dovrebbe accettare un lavoro con una paga inferiore o pari a 780 euro mensili quando li può ricevere con il reddito di cittadinanza? D’altra parte, il beneficiario può sempre invocare il diritto al rifiuto del lavoro offerto, perché non “attinente alle propensioni, agli interessi e alle competenze”, così come prevede la proposta del M5S.

Una pacchia, insomma!

In più, un lavoratore potrebbe diminuire le ore di lavoro e quindi dei proventi, rientrando nel novero di coloro che hanno un basso reddito, il che attiva il diritto alla integrazione con il reddito di cittadinanza.

Una pacchia, insomma!

 

Un altro aspetto della questione riguarda il lavoro in nero, il quale non rientra nei redditi ufficiali e, quindi, dà luogo alla elargizione del reddito di cittadinanza. Insomma, lavoro nero più reddito di cittadinanza.

Una pacchia, insomma!

Faremo i controlli, dichiara il vicepremier Di Maio; dimentica che l’economia sommersa, ovvero in nero, ammonta a 208 miliardi di euro l’anno e che, in 25 anni, l’Italia è stata al primo posto tra i principali Paesi della zona euro proprio per l’economia sommersa.

Una pacchia, insomma, a spese del contribuente.

 

Primo Mastrantoni, segretario aduc