I prezzi dei viaggi non guardano in faccia a nessuno

Tutti ricordiamo quando, crisi covid, tutti gli operatori del turismo erano con le spalle al muro. Il governo decise che i loro problemi dovevano essere finanziati dai viaggiatori che, avendo pagato per dei servizi che non potevano al momento usufruire, non venivano rimborsati ma venivano loro dati dei voucher da utilizzare in un prossimo futuro a scadenza programmata.

Le scadenze arrivarono e in molti casi furono procrastinate sempre dal governo. Ma quando le scadenze erano tali, caratteristica diffusa di molti operatori, soprattutto compagnie aeree, è stata, quando il voucher non era stato già utilizzato, di ignorare l’impegno a rimborsare. In molti casi, quelli dove i viaggiatori sono stati più tenaci (e siccome non sono stati tanti, i vettori ne hanno abusato), questi ultimi sono anche ricorsi al giudice, che non ha potuto far altro che dar loro ragione, ma spesso tutti i costi sostenuti per il giudizio non sono stati accollati alla parte soccombente/inadempiente. A tutt’oggi diverse cause vinte non sono state ancora onorate dalle parti soccombenti e, per farsi pagare, i soliti viaggiatori tenaci (sempre meno rispetto ai tenaci di prima) hanno dovuto ricorrere a forme giudiziali di prelievo forzoso.

 

E’ l’Italia, dove il governo non guarda quasi mai ai consumatori ma privilegia le categorie economiche, finanziandole, come nel nostro caso, coi soldi dei consumatori.

 

E’ notizia diffusa che oggi prendere un aereo costa un occhio della testa, con tariffe, per esempio per Pasqua, anche raddoppiate (1). Non ci sono più dubbi, se ancora qualcuno lo avesse avuto, che quando il governo chiedeva ai consumatori di finanziare i problemi degli operatori turistici (qualcuno “straparlava” anche di solidarietà), era solo una beffa a tutto svantaggio della solita parte più debole dell’economia, i consumatori. Parte più debole che oggi gli operatori turistici penalizzano con aumenti mostruosi del costo dei voli… bella la solidarietà….

 

Sia chiaro, durante il covid esisteva solo il potere istituzionale arrogante, in combutta con gli operatori turistici, che ha imposto ai viaggiatori di pagare i problemi del turismo, e continua ad esistere oggi il potere arrogante istituzionale che ignora l’impazzimento di questi prezzi e che continua a dare prebende e sostegni di ogni tipo a questi operatori il cui unico scopo è fare soldi sfruttando i viaggiatori.

 

Poi ci si lamenta che, nel turismo come altrove, appena è possibile uno cerca di fregare l’altro e, per le istituzioni, che risposta in massiccia crescita sia la non partecipazione all’unico momento in cui tutti siamo uguali, le elezioni.

 

1 – https://www.corriere.it/economia/consumi/cards/aerei-pasqua-prezzi-biglietti-raddoppiati-un-anno-maxi-rincari-il-sud-italia/prenotazioni_principale.shtml

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc