Guerra di Stato e privati contro i consumatori. La fiera dell’inciviltà

Ora c’è da aspettarsi che tutto aumenti. Benzina, gas, luce, alimenti e bevande, case in affitto e in acquisto, tempo libero, etc. Qualunque prezzo non ha certezza, e se qualche politico dirà che abbiamo scorte per questo e quell’altro, parla come se vivesse in una realtà parallela. Consapevole – ché i politici fessi non sono ma furbi sì – ma il loro gioco è quello. Stessa  realtà parallela in cui mediamente vivono i politici che si oppongono a quelli che hanno poteri, perché anche loro pensano solo alla propaganda, ché quando gli si presenta l’occasione per qualche riforma decente sono i primi a negare la possibilità che ci sia (il referendum giustizia grida vendetta tra NO che dicono una baggianata dietro l’altra e buona parte dei Sì che ci tengono a vincere solo per dimostrare  di essere forti).

Al momento non c’è un prezzo al consumo che abbia una logica per crescere se non quella della speculazione di grossisti e dettaglianti. Per esempio, le navi che non passano lo stretto di Hormuz non hanno il carburante che mettiamo nel serbatoio, ma il greggio che non è ancora arrivato in raffineria e, quando arriva, ci vogliono mesi prima che sia buono per il consumo al dettaglio.

Al governo dicono di non essere  in guerra con nessuno. Mentono. La loro guerra in atto è contro i consumatori, che non vengono tutelati, così come non sono tutelate le piccole aziende che sfornano i prodotti di consumo.

I privati di ogni tipo aumentano i prezzi anche se al momento non devono far fronte a nessun aumento dei loro fornitori.

Intanto si è scatenata una ricaduta di giro che, responsabili le aziende di prodotti primari che aumentano i prezzi, i dettaglianti ne sono vittime quanto i consumatori, e mentre questi ultimi subiscono e basta, i dettaglianti fanno crescere le proprie offerte.

Siamo in una situazione difficile? Uno Stato, una comunità civica, civile ed economica dovrebbe cercare uno di dare una mano agli altri. E invece no: Il gioco è come quelli che, dopo un disastro cosiddetto naturale, invece  di dare una mano ai più colpiti, vanno a saccheggiare tutti i negozi possibili.
Si è scatenata la legge della giungla. Nessuno si fida di nessun altro. Tutti cercano di trarre  profitto, anche col saccheggio, dalla disgrazia dell’altro.
Per chi ha ancora un afflato di civiltà, è importante mantenere la calma, riflettere prima di agire e fare, come quelli che, per parsimonia e giustezza, forse la storia ne parlerà tra qualche decennio/secolo.