L’INTERVENTO: SI E’ INCRINATA LA FIDUCIA DEI CATTOLICI A TRUMP

Stanno facendo discutere le “sparate” del presidente Trump contro Leone XIV sulla questione della guerra in Medio Oriente. Naturalmente non abbiamo nessun dubbio nello schierarci con il Papa. Non capisco la protervia verbale del presidente americano nei confronti del Papa. Che tipo di discorso si aspettava dal Papa sulla guerra? Un Pontefice può applaudire un conflitto armato? Certo nella bimillenaria storia della Chiesa, abbiamo assistito a Papi che hanno benedetto le crociate, che hanno parlato esplicitamente di guerre giuste, tutti ricordiamo le guerre contro gli ottomani a Lepanto a Vienna.

Ma oggi viviamo in tempi diversi. È probabile che lo strappo con l’amministrazione Usa a breve sarà ricucito, ma certamente rimarrà l’indifendibile e insensato gesto di disapprovazione del presidente Trump per le parole di Papa Prevost. I cattolici che hanno votato Trump e quelli che in Europa lo hanno visto come un possibile paladino difensore di ciò che rimane dell’Occidente cristiano, rimarranno delusi del suo comportamento. E forse ancora più grave sarà la delusione per le parole del vice di Trump, il cattolico J.D. Vance. “Regna l’inquietudine e ci si chiede con preoccupazione dove voglia andare a parare Trump coi suoi post ormai quotidiani contro Prevost. Ieri parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il presidente Usa ha abbassato i toni: Non ho niente contro il Papa, ma ho il diritto di non essere d’accordo con lui“. Quel che è certo è che se a finire sotto attacco è il Papa e la Chiesa in generale, i cattolici d’orientamento conservatore non sono disposti a fare sconti anche ai governi considerati “amici”. (Nico Spuntoni, La frecciata di Leone a Vance e alla “guerra giusta”. Mediatori già al lavoro per ricucire il rapporto, 17.4.26, il Giornale).

Anche Stefano Fontana ha molte perplessità sulle frasi di Trump: “Molti cattolici avevano validi motivi per sperare in Trump, non solo tra la sua base americana ma anche in tutto il mondo. Il gratuito attacco al Papa dilapida questo patrimonio di consenso e suscita sospetto, nel mentre la prospettiva di cancellare l’intera civiltà dell’Iran odora di vicinanza all’ideologia sionista. (Trump fuori controllo, l’attacco a Leone crea sospetto anche tra i cattolici, 14.4.26, lanuovabussola) Un altro fattore, da prendere in considerazione, degli attacchi indifendibili del presidente USA al Papa, secondo Riccardo Cascioli è che hanno dato la possibilità alle élite progressiste e mondialiste di rispolverare lo schema “Leone XIV l’anti-Trump“, già proposto al momento della sua elezione un anno fa. Schema a cui si accoda anche certo mondo ecclesiastico. (La solidarietà ipocrita a Leone XIV, arruolato nella guerra a Trump, 16.4.26, lanuovabussola) “L’ipocrisia della sinistra e del loro insano desiderio di proteggere i loro schemi e distruggere Trump». Così Louis “Lou” Prevost, fratello maggiore di papa Leone XIV, quattro giorni fa dava su facebook la sua approvazione a un articolo che criticava duramente chi accusa oggi il presidente americano Donald Trump di crimini di guerra per decisioni e azioni che approvavano invece quando a prenderle erano i presidenti democratici”.

E’ ovvio che il tanto esaltato «ruolo morale» del Papa è solo un argomento strumentale per colpire il presidente americano. Già altri hanno fatto notare che ad esaltare il Papa sono gli stessi che ignorano o censurano le sue dichiarazioni che mal si accordano con l’ideologia dominante (vedi l’aborto o l’eutanasia) o che hanno pesantemente criticato e diffamato san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E certamente non ci penseranno un momento ad attaccare duramente anche papa Prevost alla prima parola “fuori posto”. Oppure ad ignorarlo come hanno fatto sull’incontro che Leone XIV ha avuto il 10 aprile scorso con Macron, sulla nuova legge dell’eutanasia in Francia. Papa Leone XIV ha gelato il Presidente francese: “La democrazia non si misura offrendo la morte, ma proteggendo chi soffre!”. Un colpo durissimo contro quella che il Pontefice definisce la “cultura dello scarto”.

Lo Stato può davvero obbligare cliniche cattoliche e medici a uccidere? Il Papa dice NO, parlando di un atto “disumano” che calpesta la coscienza. La rabbia divampa: da una parte chi vuole l’autodeterminazione, dall’altra chi vede il ritorno dei “tribunali della morte“. Sulle polemiche tra il presidente Trump e il Papa segnalo due interessanti interventi: uno di Marco Invernizzi (Salvare il conservatorismo dalle “uscite” del Presidente Trump, 17.4.26, alleanzacattolica.org) e l’altro di Daniele Fazio (Difendere l’Occidente, anche da Trump, 17.4.26, siciliadaily.it) “C’è qualcosa di molto importante da custodire dopo le polemiche dei giorni scorsi”. Per Invernizzi, c’è da salvaguardare le tesi del conservatorismo, “Il conservatorismo dell’epoca del Presidente Reagan, quello di Russell Kirk (1918-1994). Mentre Fazio addirittura vede nelle reiterate e spropositate parole del presidente degli Stati Uniti contro Papa Leone XIV, una frattura tra la più grande democrazia dell’Occidente e l’anima religiosa e culturale più autentica dell’Occidente in quanto Magna Europa, rappresentata dai pilastri della filosofia greca e il diritto romano. Mi fermo ne riparleremo a breve.

DOMENICO BONVEGNA

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