Dossier Caritas su corruzione, interessi economici e migrazioni: il caso della Guinea

Nel quarto anniversario della Laudato Sì, nel Dossier con Dati e Testimonianze dal titolo “Corruzione: ecologia umana lacerata” , Caritas italiana analizza l’intreccio tra corruzione, interessi economici e migrazione, attraverso il caso della Guinea, Paese ricco di risorse, ma con alti tassi di povertà e di corruzione.

 

La corruzione rappresenta in effetti uno dei fattori di spinta della migrazione dalla Guinea, da cui parte un numero crescente di migranti, molti minori, rilevati lungo la rotta verso il Nord Africa e l’ Europa. Se i danni materiali della corruzione sono enormi, ancora più deleteri sono quelli immateriali: disuguaglianze, ingiustizie, decadimento del senso civico e, soprattutto, la rottura del legame di fiducia con istituzioni e comunità del proprio Paese. L’obiettivo del dossier è scandagliare il ruolo che la corruzione gioca sullo sviluppo non inclusivo, il contesto storico e politico in cui si propaga, le cause e le forme specifiche, le complicazioni etniche, le ramificate responsabilità internazionali, l’impatto sulla quotidianità, tutti fattori alla base della scelta di partire. Impressionanti i dati dal rapporto 2018 del Transparency International Index: il costo annuo della corruzione nel mondo è di 2.600 miliardi di dollari, pari al 5% del PIL mondiale; una persona su quattro negli ultimi 12 mesi nel mondo ha pagato una forma di corruzione.

≪Poiché il diritto, a volte, si dimostra insufficiente a causa della corruzione, si richiede una decisione politica sotto la pressione della popolazione. La società, attraverso organismi non governativi e associazioni intermedie, deve obbligare i governi a sviluppare normative, procedure e controlli più rigorosi≫. Questo sottolineava Papa Francesco, nella Lettera Enciclica Laudato Sì sulla Cura della Casa Comune, del 24 maggio 2015. E dalle Chiese africane, come si legge nel dossier, arrivano proposte concrete di contrasto alla corruzione a ogni stadio del suo sviluppo: dalle profonde radici sociali che la causano alle sue manifestazioni politiche, fino ai suoi molteplici effetti, a partire proprio dal fenomeno migratorio.

In particolare nel 2019 Caritas Guinea ha avviato un articolato progetto triennale per contrastare le cause della migrazione nelle diocesi di Conakry, Kankan e N’Zérékoré. L’intervento ha un duplice obiettivo: da un lato combattere la disoccupazione attraverso l’aiuto a circa 400 giovani nell’ambito della formazione professionale e dell’agricoltura, dall’altro una diffusa campagna di sensibilizzazione sui rischi della migrazione che accompagnerà le attività del progetto per tre anni.  L’iniziativa fa parte di un più ampio impegno regionale nel campo della mobilità umana in Africa occidentale, Sahel e Nord Africa, promosso grazie alla campagna della Conferenza Episcopale Italiana “Liberi di partire, liberi di restare”, che vede anche la partecipazione di Caritas Italiana.

Un impegno che segue la rotta dei migranti dai Paesi di origine sino alle coste del Nord Africa per affermare la libertà di partire che non nega la libertà e il diritto di restare o ritornare nella propria terra. Molti i Paesi coinvolti: Senegal, Nigeria, Niger, Mali, Tunisia, Marocco, Libia, Costa d’Avorio. Oltre a questo vasto impegno nell’ambito della mobilità, in Africa occidentale e nel Sahel, incluse anche Sierra Leone, Burkina Faso e Mauritania, Caritas Italiana sostiene interventi in risposta a crisi umanitarie dovute a siccità e conflitti e nell’ambito della sicurezza alimentare, nonché molteplici microprogetti di sviluppo nel campo della promozione socio-economica, la salute e l’approvvigionamento idrico. Da anni inoltre vi è la presenza di volontari in servizio civile in progetti “Caschi Bianchi” in Sierra Leone e in Senegal, impegnati in iniziative delle Chiese locali per la promozione dei diritti umani.