Il Tar Catania ha annullato il provvedimento con cui il Comando Generale della Guardia di Finanza aveva negato il trasferimento temporaneo a un maresciallo che aveva chiesto di assistere il padre disabile al 100%, residente a Roma. Con una sentenza in forma semplificata, la Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso presentato dallo Studio Legale Leone-Fell & C., riconoscendo l’illegittimità del diniego motivato genericamente con esigenze di servizio e con la presenza di altri familiari del disabile.
Il militare aveva presentato istanza di trasferimento ai sensi dell’articolo 33, comma 5, della Legge 104/1992, documentando la gravissima condizione del padre e l’impossibilità degli altri congiunti di garantire un’assistenza continuativa ed effettiva. Nonostante ciò, il Comando Generale aveva rigettato la richiesta sostenendo l’esistenza di carenze di organico nella sede di servizio siciliana e richiamando genericamente la possibilità di supporto da parte di altri familiari residenti a Roma.
Secondo il Tar, però, l’Amministrazione non ha fornito alcuna motivazione concreta e specifica capace di giustificare il sacrificio del diritto all’assistenza familiare. I giudici hanno evidenziato che il semplice richiamo a scoperture di organico o a generiche esigenze operative non è sufficiente per negare il trasferimento previsto dalla Legge 104, soprattutto in assenza di un’istruttoria approfondita sulle reali condizioni familiari e assistenziali.
La sentenza sottolinea inoltre come l’Amministrazione sia tenuta a effettuare una valutazione concreta e individualizzata sia delle esigenze di servizio sia della capacità effettiva degli altri familiari di prestare assistenza, non potendo limitarsi a formule standardizzate o astratte. “Questa decisione ribadisce un principio fondamentale: il diritto all’assistenza del familiare disabile non può essere sacrificato sulla base di motivazioni generiche o stereotipate – dichiarano gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo dello Studio Legale Leone-Fell & C. –. Il Tar ha affermato con chiarezza che l’Amministrazione deve compiere un bilanciamento reale, concreto e approfondito tra le esigenze organizzative e la tutela dei diritti della persona fragile e della sua famiglia. Non basta invocare in modo astratto carenze di organico o necessità operative: servono dati concreti, istruttorie serie e motivazioni specifiche”.
“Si tratta di una pronuncia importante – proseguono i legali – perché riafferma la centralità dei principi di umanità, proporzionalità e buona amministrazione anche all’interno delle Forze Armate e dei corpi militari. La Legge 104 non può essere svuotata attraverso automatismi o formule burocratiche. Ogni vicenda va valutata nella sua specificità, tenendo conto delle reali esigenze assistenziali e della dignità delle persone coinvolte”.
Da sinistra: Francesco Leone, Simona Fell, Raimonda Riolo, Floriana Barbata e Ciro Catalano
