Dare un nome alle proprie emozioni e riconoscere la violenza

La violenza maschile contro le donne, le ragazze e le bambine è una manifestazione specifica della violenze di genere, ovvero di tutti quegli atti dannosi rivolti a uno o a più individui in base al loro genere. Si tratta di diverse forme e diverse espressioni di gravi violazioni dei diritti umani a danno delle donne. La violenza compromette non solo le vittime dirette di queste forme di abuso e maltrattamento, ma anche l’intera società determinando ruoli, stereotipi e forme di discriminazione invalidanti per le donne. Di questo argomento parla la psicologa Ilenia Sanzo nell’handbook “Violenza maschile contro le donne”.

La realizzazione di questo fascicolo si inserisce nel quadro del progetto Differenze 2.0, promosso dall’Uisp, che fa dell’educazione al rispetto e alla parità uno dei suoi elementi centrali. Differenze 2.0 rappresenta infatti un percorso educativo articolato, rivolto alle scuole secondarie, che attraverso laboratori, strumenti didattici e il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni mira a prevenire e contrastare la violenza di genere e tutte le forme di discriminazione. All’interno del progetto è realizzata una collana di quattro handbook didattici, pensati come strumenti operativi per studenti, docenti ed educatori. Gli handbooks prodotti all’interno del progetto, tra cui quello curato da Ilenia Sanzo, diventano così strumenti concreti per lavorare in classe su questi temi, favorendo riflessione, dialogo e partecipazione. I volumi sono stati presentati martedì 31 marzo a Roma, alla presenza degli autori e di esperte ed esperti delle tematiche discusse. Leggi l’approfondimento

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“Nel volume approfondisco il tema della violenza maschile sulle donne – spiega Sanzo – perché è importante comprendere e conoscere il fenomeno. Ci occupiamo in particolare della violenza attraverso i social media e quella che riguarda le ragazze, anche le giovanissime, perché il fenomeno evolve e si manifesta attraverso i nuovi strumenti digitali. E’ importante cercare di comprendere che cosa accade attorno a loro, cosa succede nelle loro relazioni affettive: in particolare, un primo obiettivo può essere quello di riconoscere una relazione sana e distinguerla da una non sana o addirittura da una relazione tossica. Questo aiuterebbe già ad orientarsi nell’ambito della prevenzione della violenza e delle manifestazioni più gravi: parliamo di controllo, di isolamento, queste dinamiche sono molto presenti nei rapporti e spesso non vengono individuate e comprese come primissime forme di violenza che dovrebbero, invece, destare un allarme. Qesto volume è una piccola guida che permette a ragazzi e ragazze di orientarsi, di trovare un nome per le cose che stanno vivendo, ad esempio abbiamo approfondito il concetto di consenso di cui ultimamente si è molto parlato, per aiutarli a comprendere qual è il limite da non superare nell’avvicinarsi all’altro. Credo che avere a disposizione un manuale graficamente accattivante sia un’occasione in più per riflettere e condividere idee o dubbi anche tra pari”.