Chi ha partecipato almeno una volta a L’Eroica lo sa: il viaggio non comincia il giorno della partenza. Comincia prima. Molto prima…
Comincia quando si riprende in mano la bicicletta, si controllano i rapporti, si torna a fare distanza, si ricomincia ad allenare il corpo alla fatica e alla durata.
L’Eroica non è una gara, ma non è nemmeno una semplice pedalata. Le strade bianche, le salite, lo sterrato, la lunghezza dei percorsi chiedono preparazione, attenzione, esperienza e una certa confidenza con il proprio mezzo. Prepararsi a L’Eroica significa soprattutto questo: conoscere il proprio ritmo, gestire le energie, abituarsi alla distanza e alla strada. Il percorso lungo, con i suoi oltre duecento chilometri, resta per molti la sfida più impegnativa: strade bianche, salite severe, lunghi tratti di sterrato affrontati su biciclette costruite decenni fa, con geometrie e rapporti lontani dal ciclismo contemporaneo.
Ma L’Eroica è anche libertà di scelta: percorsi diversi, distanze diverse, modi diversi di vivere la stessa esperienza. È uno degli aspetti che negli anni ha allargato la partecipazione e costruito una comunità internazionale che ogni ottobre si ritrova a Gaiole in Chianti.
Per molti, però, il cammino verso Gaiole comincia prima.
Un’opportunità concreta per arrivare preparati all’appuntamento del 4 e 5 ottobre è Eroica Montalcino, in programma il 31 maggio.
Le strade bianche della Val d’Orcia, le colline del Brunello, i percorsi lunghi e selettivi rappresentano il modo più naturale per ritrovare la lunga distanza, ritrovare il ritmo, tornare a misurarsi con la fatica.
Non è un caso che proprio il 31 maggio, mentre il grande ciclismo concluderà il suo viaggio annuale a Roma, Eroica Montalcino tornerà idealmente a due pagine decisive della storia del ciclismo italiano. Il Giro del 1936, quello che consacrò Bartali e aprì una stagione nuova del ciclismo eroico. E il Giro del 1946, il Giro della rinascita, quando l’Italia tornò a pedalare dopo la guerra e il duello tra Bartali e Coppi restituì al Paese il senso della ripartenza.
Due Giri lontani, ma ancora vivi nella memoria di chi considera la bicicletta non solo sport, ma racconto, fatica e storia.
Perché L’Eroica, in fondo, richiede soprattutto questo: tempo, preparazione e una certa capacità di stare sulla strada. E per chi vuole cominciare prima, la strada passa da Montalcino.
