Sostegno, Istat certifica che 130 mila alunni cambiano docente ogni anno

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Almeno un docente di sostegno su tre viene selezionato dalle liste curriculari ovvero dalle liste degli insegnanti destinati all’intero gruppo classe e non formati per il sostegno: questo accade perché la graduatoria degli insegnanti specializzati per il sostegno non è sufficiente a soddisfare la domanda. A riferirlo è oggi l’Istat, attraverso il report “L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell’offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno“.

 

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, addirittura “il 36% degli insegnanti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari poiché la graduatoria degli insegnanti specializzati per il sostegno non è sufficiente a soddisfare la domanda”. Questa grave carenza ha delle conseguenze importanti ai fini del diritto allo studio degli alunni disabili: a causa della carenza di insegnanti specializzati, si riscontra una grossa quota di insegnanti per il sostegno selezionata dalle liste curriculari. Con il fenomeno più frequente nelle regioni del Nord dove la quota sale al 49% mentre si riduce considerevolmente nel Mezzogiorno scendendo al 21%.

Inoltre, per migliorare la qualità dell’apprendimento – sottolinea l’Istat – è importante che l’insegnante per il sostegno sia in grado di utilizzare la strumentazione adeguata, a tale scopo risulta fondamentale la formazione in tecnologie educative. Ed è indicativo, sottolinea sempre l’Istat, che per l’anno scolastico 2017/2018, nel 13% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico e nel 61% delle scuole soltanto alcuni.

 

La risultanza di queste gravi mancanze, considerando anche i 50 mila docenti precari su 150 mila complessivi, è che “la continuità del rapporto tra docente per il sostegno e alunno non risulta ancora garantita: il 41% degli alunni ha cambiato insegnante rispetto all’anno precedente mentre il 12% lo ha cambiato nel corso dell’anno scolastico”, come anche sottolineato dalla stampa specializzata.

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “apparentemente sembra che manchino insegnanti specializzati, tanto è vero che il 36% dei precari chiamati non ha la qualifica ma il problema sta in capo al Miur che impedisce a più di 30 docenti abilitati con il TFA negli ultimi cinque anni di accedere al reclutamento per via della loro esclusione dalle graduatorie ad esaurimento. E ora il ministro Bussetti pensa di avviare nuovi corsi universitari per 40 mila anche per laureati: invece, per risolvere questa piaga basterebbe riaprire il doppio canale e adeguare gli organici per garantire la continuità didattica e il diritto all’istruzione: se lo Stato forma e poi non assume a tempo indeterminato, riaprendo le GaE, possono partire tutti i corsi che il Miur desidera, ma avremo sempre cattedre da coprire in corso d’anno”.

 

Infine, scrive ancora l’Istat, va rilevato che “gli alunni con gravi problemi di autonomia dispongono mediamente di 12,9 ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione. Nelle scuole del Nord ricevono mediamente 3 ore di supporto in più rispetto al Mezzogiorno”. Ma non tutte le famiglie, come più volte rilevato da Anief e dallo stesso Istat alcuni mesi fa, soccombono dinanzi alle decisioni prese dagli uffici scolastici di non concedere le ore di sostegno richieste da medici, psicologi ed esperti: “Circa il 5% delle famiglie di alunni con sostegno ha presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenere l’aumento delle ore. Nel Mezzogiorno la percentuale di ricorsi è doppia rispetto a quella del Nord (rispettivamente 6% e 3%)”.

 

Sempre secondo il professor Pacifico, “alla base dalla mancanza di docenti specializzati ci sono delle norme che vanno superate, a partire dalla Legge 128 del 2013 che lascia un posto su tre in deroga e dalla sempre più frequente mancata assegnazione del corretto monte ore agli alunni certificati, con gli uffici scolastici che riducono ormai quasi sistematicamente le richieste di didattica speciale. Con un numero crescente di famiglie che tenta la via del tribunale. Ed è in questa fase che interveniamo noi con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un’ora di meno! che lo scorso anno scolastico ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite”.

 

A questo proposito, sono indicative le quattro recenti sentenze del TAR del Lazio di pieno accoglimento nel riconoscere ad altrettanti alunni disabili il pieno diritto all’attribuzione del massimo delle ore di sostegno, nel rispetto dei precetti costituzionali e “fino a giungere alla determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza, in caso di accertata situazione di gravità del disabile”. È sempre possibile contattare l’Anief all’indirizzo sostegno@anief.net, messo a disposizione di tutte le famiglie, dei docenti e dei dirigenti che necessitano dell’intervento gratuito del nostro sindacato, al fine di ottenere gratuitamente per ogni alunno disabile il giusto apporto di ore di sostegno prescritto dal Piano educativo individualizzato, nel pieno rispetto della normativa e della nostra carta costituzionale.