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HomeAttualitàSalute: menu dal medico per un italiano su 3

Salute: menu dal medico per un italiano su 3

Settembre 7, 2018 Attualità

Addio al menu proposto dai grandi chef o dal dietologo, più di un italiano su tre (36%) si affida al medico per risolvere i propri dubbi sull’alimentazione, una scelta coerente con il ruolo salutistico dell’alimentazione.

 

E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati Ref Ricerche presentata in occasione dell’inaugurazione del Sana, il 30° salone internazionale del biologico e del naturale a Bologna dove sono esposti nello stand della Coldiretti (Padiglione 21- Stand C/1) i supercibi della nonna che possono offrire una valida alternativa ai prodotti esotici ma anche ai novel food, i cibi fatti in laboratorio che hanno appena ricevuto il via libera dell’Unione Europea e che potrebbero presto arrivare sugli scaffali dei supermercati.

Sempre più salutisti e attenti al cibo che consumano, gli italiani hanno scoperto il valore “farmaceutico” degli alimenti con effetti rilevanti sulle scelte dei prodotti che mettono nel carrello.

Il “cibo salutistico” – riferisce la Coldiretti – vale circa il 10% degli acquisti e aumenta il doppio del mercato con casi eclatanti come i semi di zucca le cui vendite in valore sono cresciute nell’ultimo anno del 28%, o il farro con +16% o le mandorle che mettono a segno un +15%, o la farina di riso (+8%) secondo elaborazioni sul rapporto 2018 di Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy.

Una domanda che – sostiene la Coldiretti – ha trainato la riscoperta dei superfood della nonna con proprietà salutistiche riconosciute dalla tradizione popolare ed oggi certificate anche dalla scienza. Dalla cipolla rossa di Cavasso Nuovo, dal Veneto, un toccasana contro lo stress e l’ipertensione a causa di una vita sempre più frenetica, ma che aiuta anche a ridurre il colesterolo.

Dai campi emiliano-romagnoli arrivano invece i meloni banana, che sono antiossidanti ma che, grazie al contenuto di calcio, fosforo e potassio, aiutano contro l’osteoporosi e le malattie cardiovascolari. Le giuggiole sono particolarmente utili per – spiega Coldiretti – chi soffre di pressione alta o di malattie alle vie respiratorie ma anche per combattere l’insonnia, gli stati di ansia e le palpitazioni.

Anche l’azzeruolo, albero simile al biancospino, possiede preziose proprietà medicinali, con i frutti che sono ottimi ricostituenti e tonici mentre i fiori sono indicati nella cura delle arteriosclerosi e contro l’ipertensione.

Le mele e le pere cotogne, ricche di pectina aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue, mentre le pere volpine limitano l’assorbimento di grassi e colesterolo. Il corbezzolo, poi, è ricco di tannini – ricorda Coldiretti – dal noto effetto antiossidante, essenziale per combattere l’azione del tempo e i radicali liberi.

In Sardegna è stata recuperata “sa” pompia, sorta di cedro dalla buccia spessa e ruvida usato – spiega la Coldiretti – nella preparazione di dolci e liquori, ma dal quale si ricavano anche oli essenziali che curano tosse e raffreddore e aiutano anche l’intestino. In Friuli Venezia Giulia – continua la Coldiretti – sboccia la rosa di Gorizia una varietà pregiata di radicchio rosso che aiuta a depurare l’organismo.

La melanzana rossa è tornata a essere coltivata in Basilicata – nota la Coldiretti – poiché vanta tra le proprietà principali, quella antiossidante, utile per contrastare l’invecchiamento cellulare, oltre a ridurre il colesterolo.

Dalle Marche – prosegue la Coldiretti – arrivano le visciole, varietà selvatiche di ciliegia che i contadini consumavano durante il lavoro nei campi per le loro proprietà rinvigorenti. La roveja di Cascia, coltivata dagli agricoltori umbri terremotati, è un legume antico con alto contenuto di proteine e pochi grassi, dunque adatto a chi deve perdere peso.

In Sicilia la fava di Leonforte assicura un alimento ricco di sali minerali che poteva essere seccato e conservato a lungo. Nel Lazio si producono i fagioli del Purgatorio dalle ottime proprietà nutrizionali così come in Campania è noto il pomodorino del piennolo – continua la Coldiretti – una varietà antica di pomodoro dalle proprietà antiossidanti.

La patata viola possiede interessanti proprietà antitumorali e contro l’invecchiamento grazie soprattutto ad alcune sostanze presenti nella buccia. E’ ligure – continua la Coldiretti – il chinotto, che, oltre alle proprietà digestive, antiossidanti e anti-infiammatorie, riduce l’effetto tossico di alcuni minerali presenti nell’ambiente, proteggendo dall’inquinamento.

Un patrimonio del Made in Italy che in modo del tutto naturale – precisa la Coldiretti – aiuta il benessere e l’ambiente e risponde alla domanda del wellness a tavola in maniera più salutare rispetto a cibi diventati di gran moda in Italia come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che vengono in gran parte dalla Cina, o la frutta secca dalla Turchia, sui quali pesa però la presenza di residui di pesticidi, aflatossine e micotossine come segnalato dal sistema di allerta europeo Rassf, tanto che i tre paesi sono nella top five del maggior numero di allarmi sanitari.

Ma i supercibi della nonna 100% made in Italy – precisa la Coldiretti – sono un’alternativa naturale anche ai cosiddetti Novel Food, gli integratori alimentari prodotti nel laboratori industriali che hanno ottenuto il via libera della Ue per l’ingresso sul mercato con l’approvazione del nuovo Regolamento di Esecuzione della Commissione che ha aggiornato l’elenco dei nuovi alimenti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Ue lo scorso 24 luglio 2018.

Si tratta – rivela Coldiretti – di una lunga lista di prodotti, molti provenienti anche da paesi Extra Ue, che va dall’Olio di Calanus finmarchicus, un crostaceo del mare Atlantico, al cromo picolinato, un composto chimico, dalla citicolina che è uno psicostimolante/nootropico, al preparato di destrano prodotto da Leuconostoc mesenteroides, un batterio, fino alla gomma di Guar, ricavata da piante che si coltivano in India e Pakistan e all’estratto miceliale del fungo orientale Shiitake, oltre al pane trattato con raggi UV.

“In Italia è nata con Campagna Amica la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che ha offerto opportunità economiche agli allevatori e ai coltivatori di varietà e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “i superfood della nonna sono tornati sulle tavole degli italiani grazie all’impegno degli agricoltori che li hanno salvati dal rischio di estinzione e alla domanda dei consumatori per le sorprendenti proprietà salutistiche e nutrizionali”.

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