Prezzi carburanti. I bonus come controllo dei prezzi. Economia danneggiata

Scade il 24 agosto il taglio delle accise sui carburanti, mentre questi ultimi – incuranti dell’elargizione dello Stato –  giocano a crescere. Il governo sembra lavarsene le mani scaricando la responsabilità sulla “maligna” Europa: insieme a Germania, Austria, Polonia Portogallo e Spagna sollecita una tassa europea sui cosiddetti extra profitti delle compagnie petrolifere da utilizzare alla bisogna. Con l’aggiunta di chi, associazioni e partiti, chiede semplicemente una proroga del taglio… come se quello in essere avesse funzionato. L’unica certezza, al momento, è che entrerà in funzione il meccanismo delle accise mobili: il maggior gettito fiscale dell’Iva che ridurrà il carico fiscale sui carburanti. Insomma: deficit che si somma a deficit.

I provvedimenti in essere, e quelli che al momento potrebbero esserci, sono sostanzialmente meccanismi di controllo dei prezzi. Le istituzioni non sono in grado di stimolare e far giocare il mercato e – per lavarsi la coscienza, propaganda ed incapacità – approvano provvedimenti che dovrebbero dar loro il controllo della situazione… che, però gli sfugge di mano. Ché non c’è nulla di peggio di un mercato come una sorta di guerra di tutti contro tutti dove l’antitrust, per esempio, diventa un orpello per fare bella figura, e Mister Prezzi costosamente inutile.

Il tentativo di diminuire i prezzi dei carburanti senza diminuire quanto alla fonte rende questi prezzi alti, è anche dannoso per tutta l’economia.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC