Le politiche sulle droghe illegali di Meloni e Trump. Un disastro

1.335 persone arrestate e altre 2.358 denunciate e un sequestro di circa 450 chilogrammi di droga, tra cocaina, cannabinoidi ed eroina. Circa 300 mila persone identificate di cui più di 15mila minorenni, etc etc. Sono i numeri della maxi operazione antidroga sul territorio nazionale fatta dalla Polizia.  Su ogni cronaca locale si possono leggere i risultati nella specifica zona, con altrettante note di encomio da parte delle autorità locali.

Sintomatiche e “d’ordinanza” le dichiarazioni di Giorgia Meloni. “Il Governo – ha detto la premier – continuerà ad andare avanti con determinazione sulla strada della legalità e della sicurezza”.

Facciamo un parallelo, con le dovute differenze e dimensioni, con altrettanta operazione – Southern Spear – in corso da mesi, negli Usa, con Trump che ha fatto saltare in aria alcune navi nel Pacifico e nei Caraibi, in cui presume ci siano narcotrafficanti. Dopo nove mesi, quasi 200 morti, Trump che ha  sostenuto un calo del 97% delle droghe che arrivavano via mare, esperti ed analisti messi insieme dal The New York Times, hanno definito quella cifra infondata o basata su calcoli fuorvianti, e le droghe illegali circolanti in quantità simili a quelle prima degli attacchi.

Cos’hanno in comune le operazioni Usa e Italia? Semplicemente: sono inutili, essendo l’obiettivo di far consumare meno droghe illegali e legalità e sicurezza. L’offerta nei mercati clandestini rimane alta visto che anche la domanda è alta. Non solo, ma a Roma come a Washington le autorità hanno dato una mano alla criminalità, levando di torno alcuni concorrenti che hanno dato spazio ad altri criminali, pronti e coi magazzini strapieni di merci, che arrivano da Paesi disperati dove spesso le coltivazioni illegali sono l’unica alternativa alla fame.

Le navi dei presunti narcos continueranno a solcare Pacifico e Caraibi, si moltiplicheranno i passaggi terrestri e sottoterra nei confini col Messico e col Canada. Altrettante navi, financo sommergibili, giungeranno sulle coste  della nostra Penisola (la ‘ndrangheta è tra i maggiori gruppi criminali al mondo in materia), che si aggiungeranno ai cosiddetti “muli” che arriveranno negli aeroporti con la roba negli intestini umani o passeranno i confini terrestri dalla Croazia alla Francia, etc etc.

E’ un fiume inarrestabile che ha dato segni di prosciugamento solo in quei Paesi, come Canada, Uruguay, Germania e diversi Stati Usa, dove alcune droghe (essenzialmente la cannabis) sono state inserite nei mercati legali (produzione e distribuzione), facendo venire meno il business alle criminalità organizzate. Tutto con minori problemi di sicurezza, maggiore salute e calo di consumatori e vivibilità delle città, forze dell’ordine maggiormente disponibili su altre questioni. Financo la legalizzazione di molte sostanze  per usarle nella farmacopea ufficiale, con importanti risultati sull’uso medico, dalla cannabis al Mdma, dal crack alla cocaina e all’eroina.

Ma vista la stazza di Meloni e Trump, pur se quest’ultimo disponibile a parole e alcuni fatti per un cambio di politica in materia, non possiamo che presagire future dichiarazioni trionfali e altrettanti assassini di presunti narcos.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC