RADIO ZANCA: PER SALVARE MESSINA C’E’ UN PREZZO DA PAGARE

Messina – Per fortuna siamo alle battute finali: che noia questa campagna elettorale per le Amministrative 2022.  C’è una parte di città che muore: viviamo in un paradiso terrestre devastato. I rifiuti? Mi viene da ridere: ci rendiamo conto che questa politica è tutta utilitaristica?

Se i Palazzi fossero oggetto di una manutenzione costante, non ci troveremmo di fronte a questi problemi. Eppure basterebbe, ogni 10 anni, tirare su un ponteggio, ripulire le superfici, controllare i punti a rischio, tamponare falle di ordinaria amministrazione, per evitare poi interventi lunghi e costosi. Sembra banale ma è così.

Nella terra del disonore, dove l’integrità morale sembra un’inezia se non un handicap, quello che spesso sconcerta la gente “perbene” è l’assenza di vergogna della gente “permale“.

Voltare pagina.

C’è chi con le mazzette non ha scherzato, eppure non perde l’aria da guascone e continua a fare il bello e il cattivo tempo nel decidere i destini di Messina. Che ci sarà mai di male? E’ soltanto un passatempo per ammazzare il tempo. Si può dire, allora, che la nostra è una città svergognata? A qualcuno servirebbe un insegnante di buone maniere che rispolveri non certo il galateo per i party di gala ma almeno le regole di base di una civile convivenza.

A qualcun altro basterebbe l’obbligo di timbrare con apposito badge non l’uscita per andare in bagno ma l’ingresso in una sala insonorizzata dove far sentire tutte le dichiarazioni che ha prodotto sull’intero scibile umano – una specie di pastone personalizzato fatto solo di bit informativi autoprodotti in proprio o dagli uffici stampa – per poi chiedere perdono per la ripetitività e la prevedibilità del dichiarato.

Sembra che la nostra classe politica debba andare a un contratto a tempo indeterminato di alto valore aggiunto. Un po’ di dignità! Gli slogan sempre gli stessi: La lotta alla criminalità è una delle nostre priorità, il lavoro e la lotta al precariato sono la nostra priorità, vogliamo bene ai giovani e un poco anche al Papa e al Vaticano.

Il 12 giugno – per fortuna – si decide qualcosa, ma probabilmente nemmeno tutto. La domanda delle domande è: chi sarà il nuovo sindaco di Messina? Federico Basile? Maurizio Croce? Franco De Domenico? Gino Sturniolo? Salvatore Totaro? Cosa sia auspicabile secondo giustizia è ormai quasi impossibile dirlo. Tutte le tracce sono state cancellate da successivi cammini, ogni angolo della città ha una sua verità, il gioco del cavillo ha soffocato ormai qualunque aspetto sentimentale della vicenda. E’ una storia più o meno squallida di lotta di potere che ognuno dei protagonisti ha il diritto di giocare e di cui tutti hanno il diritto di essere stanchi.

Da parte nostra, vorremmo prendere le distanze dagli eccessi e dire che tutto ha un prezzo, anche e soprattutto i cambiamenti: non tiriamo in ballo le rivoluzioni, però.