Non è chiaro se ci sia o meno la crisi dei carburanti aerei a seguito del conflitto Usa/Israele con l’Iran. E non è solo questione di titoli mediatici, ma di veri e propri pezzi da novanta del nostro governo europeo: per Tzitzikostas il 70% del cherosene è prodotto in Europa, mentre per Jorgensen il 75% proviene dal Medio Oriente. Intanto una cosa è certa: crisi o non crisi i prezzi sono aumentati ovunque, il consumatore paga, governi e istituzioni arrancano.
Secondo il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, la crisi non sarebbe tale. “L’Europa ha anche una capacità di raffinazione interna rilevante: il 70% del cherosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo Persico”. Inoltre, ci sarebbero scorte a sufficienza.
Di diverso avviso è Dan Jorgensen, commissario europeo per l’Energia. Che parlando martedì scorso a Madrid, ha fatto sapere che la situazione è grave, visto che circa il 75% del carburante per aerei utilizzato in Europa proviene dal Medio Oriente.
Entrambi i commissari convengono, però, che la Commissione di cui sono espressione sta preparando misure per contenere l’impatto sulle forniture di carburante per aerei. Contesto in cui sarà bene che si chiariscano sui dati a cui si riferiscono e si coordino per creare allarmi o meno.
Dilemma per il consumatore medio che prende l’aereo, E, a ricaduta, su l’altrettanto consumatore che ha a che fare coi rifornimenti di benzina per il proprio veicolo e i prodotti che, direttamente o meno, vanno sul mercato grazie al petrolio (tutti!).
Mentre alcuni consumatori più attenti continuano a domandarsi come mai siamo finiti in questo “cul de sac”, nonostante quel che è accaduto e continua ad accadere per l’uso di prodotti energetici russi dopo l’invasione dell’Ucraina…. una lezione che non è stata tale, con alcuni, anche al governo, che chiedono di ripristinare le forniture russe. E mentre, in Italia e non solo, le produzioni di energie alternative sono quasi uguali (e talvolta maggiori) di quelle fossili: come mai si tarda a non farle solo essere una sorta di vanto, rinviando anche la chiusura delle centrali fossili inquinanti (dl bollette), e non applicazioni delle realtà economiche e di mercato, tali che non si debba andare in crisi ogni volta che Trump o Putin decidano di esser quel che sono?
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
