Crescono ancora le cessioni del quinto (19,8%)

Se ottenere un prestiti è sempre più difficile, soprattutto quando non si ha una storia creditizia immacolata, per un numero crescente di italiani l’unica soluzione sembra essere ridursi volontariamente stipendio o pensione: secondo il broker online Prestiti.it che, in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/prestiti-cessione-del-quinto.html), ha preso in esame oltre 2.000 casi, nell’ultimo semestre (periodo maggio-ottobre) le richieste di cessione del quinto sono cresciute di oltre 3 punti percentuali rispetto a quello precedente, arrivando a rappresentare il 19,8% dei finanziamenti richiesti nel nostro Paese.
«L’estensione anche ai dipendenti privati e ai pensionati della possibilità di cedere fino ad un quinto del proprio reddito mensile per ottenere liquidità – ha dichiarato Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti – ha reso questo strumento molto diffuso. Scegliere autonomamente quale sarà l’importo della rata e sapere che rimarrà identico per l’intera durata del finanziamento sono vantaggi importanti, specie per chi non ha rendite elevate e deve fare i conti con molte spese». Le parole di Bacca trovano conferma nei numeri. I dipendenti pubblici e statali ormai rappresentano sommati solo il 23% dei richiedenti, mentre oltre la metà (58%) sono impiegati in aziende private ed addirittura il 14% sono pensionati.
Ad ottobre chi ha richiesto una cessione del quinto voleva ottenere mediamente 18.500 euro, all’atto della richiesta aveva 43 anni e intendeva restituire il finanziamento in 6 anni. Come spesso avviene per il credito al consumo in Italia, la maggioranza dei richiedenti è di sesso maschile: nel caso della cessione del quinto gli uomini sono il 72% di chi vuole sottoscriverla.
La cessione del quinto è un genere di finanziamento piuttosto peculiare: non solo è accessibile anche a chi è stato oggetto di protesto ma, essendo obbligatoriamente garantito da una copertura assicurativa, è preferito anche dalle finanziarie che, in questo caso, applicano metodi più permissivi per la concessione della somma richiesta, accordando il finanziamento anche a chi, in passato, ha avuto difficoltà nel pagamento di rate o prestiti.
A fronte di questi vantaggi, ricordiamo che una sottoscrizione come la cessione del quinto implica, innanzitutto, il coinvolgimento dell’azienda per cui si lavora (che non sempre viene ritenuta abbastanza stabile da permettere il prestito), il blocco del tfr – che viene posto a garanzia del finanziamento – e la sottoscrizione obbligatoria della polizza vita, che garantisca il rimborso in caso di decesso, infortunio o licenziamento.
Guardando i dati dell’analisi, è chiaro come nel Mezzogiorno la situazione economica sia peggiore rispetto al resto d’Italia. Ai vertici della classifica degli importi richiesti con la formula della cessione del quinto sono la Puglia (24.000 euro), la Sicilia (22.000 euro) e la Calabria (21.900 euro).