Può capitare: un preservativo che si rompe, un metodo contraccettivo non assunto correttamente oppure un momento di passione travolgente… eppure nel dopo ci si rende conto dei rischi che spaziano dalla gravidanza indesiderata alla possibilità di aver contratto malattie sessualmente trasmissibili. Farsi prendere dal panico non è un’opzione: non aiuta e non risolve nessun problema. La cosa migliore da fare è informarsi e capire come agire.
Consulta l’approfondimento su Mettiche comprendendo l’urgenza delle azioni da mettere in pratica ma soprattutto valuta tutte le opzioni consultando anche un medico di famiglia, un consultorio oppure un farmacista; la guida pubblicata sul portale è redatta da un medico e dunque chiara e precisa.
Ecco cosa fare dopo un rapporto non protetto, step by step.
Se il timore è la gravidanza
Giovani, e non solo, si trovano ad affrontare il rischio dell’arrivo di un bebè quando non si è pronti o semplicemente se non lo si desidera. Esiste la contraccezione d’emergenza da assumere in casi straordinari per bloccare e inibire l’ovulazione evitando che gli spermatozoi possano fecondare l’ovulo.
Si può scegliere tra due opzioni:
- La pillola del giorno dopo. Per le maggiorenni non richiede impegnativa, le minorenni hanno invece bisogno della ricetta. Si può assumere fino a 72 ore dopo il rapporto non protetto ma è più efficace entro le prime 24;
- Quella dei 5 giorni dopo. Sia maggiorenni sia minorenni possono richiederla in farmacia senza impegnativa. Ha una finestra d’azione più ampia ma resta più efficace se assunta nelle prime ore dopo il rapporto.
In ogni caso è bene sapere che soggetti sovrappeso possono riscontrare una minore efficacia del prodotto; altro dettaglio importante da conoscere è che può intervenire bloccando l’ovulazione solo se questa non è già avvenuta.
Quando il rischio sono le malattie sessualmente trasmissibili
Un incubo concreto? Il contagio da HIV: dopo un rapporto non protetto, soprattutto se avvenuto con un partner non abituale, è bene affidarsi a uno specialista per una profilassi post-esposizione con una terapia che andrebbe avviata il prima possibile.
Come si fa? Ci si rivolge al pronto soccorso oppure a un consultorio. La decisione su come procedere spetta a un medico, valutazione per valutazione, perché ogni situazione ha caratteristiche proprie. Oltre a questo, però, ci sono altre malattie sessualmente trasmissibili per cui si deve essere testati: meglio quindi chiedere un consulto per capire come proteggersi e soprattutto come intervenire correttamente.
I controlli sono fondamentali
Anche in assenza di sintomi evidenti bisogna fare dei test. Nonostante molti si possano far prendere dal panico non si possono effettuare il giorno dopo poiché sarebbero poco attendibili. Serve attendere un tempo di incubazione: clamidia e gonorrea richiedono dalle 2 alle 3 settimane prima che i tamponi possano essere veritieri. Per l’HIV, invece, servono dai 30 ai 40 giorni per un test attendibile.
E nel frattempo? Si devono evitare rapporti non protetti, anche solo per contrastare ulteriori contagi o propagazione di patologie.
Cosa evitare
Esistono anche cose che non andrebbero fatte:
- Farsi travolgere dall’ansia. Ciò che è stato è stato e non si può tornare indietro; meglio evitare di improvvisare e seguire i consigli di guide affidabili come Mettiche e rivolgersi a medici specializzati per tutelarsi nel modo migliore;
- Evitare il fai da te. Prendere farmaci senza prescrizione medica improvvisando, abusare di antibiotici o altri medicinali può solo peggiorare la situazione.
Insomma, in caso di rapporti non protetti, oltre alla contraccezione d’emergenza è bene valutare un piano d’azione con test specifici per capire se si è stati contagiati e trovare in modo tempestivo una terapia ad hoc.
