La Città di Alessandria celebra il suo cittadino Umberto Eco nel decimo anniversario della scomparsa, con una serie di appuntamenti che si articolano tra venerdì 13 e sabato 14 marzo. “Umberto Eco, alessandrino” è il titolo della kermesse di due giorni organizzata da Frame – Festival della Comunicazione, di cui Eco è stato il padre nobile, in collaborazione con la Fondazione Umberto Eco, l’Università del Piemonte Orientale e l’ASM Costruire Insieme.
Il programma, ospitato venerdì 13 marzo presso l’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale a Palazzo Borsalino (presso il DIGSPES, via Cavour 84) e sabato 14 marzo nell’Aula Magna dell’IIS “Umberto Eco” (piazza Giacomo Matteotti 29, ex Liceo “Giovanni Plana”), si articola con 6 appuntamenti e 20 ospiti, a partire dalle ore 17:00 di venerdì e fino all’evento “Gli strumenti musicali di Umberto Eco” nella serata di sabato.
Umberto Eco ha sempre riconosciuto nelle sue origini alessandrine una fonte decisiva del suo stile intellettuale — quello scetticismo, quell’ironia, quell’attitudine critica, disincantata, anche analitica, che hanno segnato tutta la sua opera, dalla semiotica ai romanzi, dalla critica dei media alla caccia al falso. Nell’evento inaugurale “Alessandria e Umberto Eco” interverranno il Sindaco della Città di Alessandria Giorgio Abonante, il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi, il Presidente della Fondazione CRAL Luciano Mariano, Stefano Eco per La Fondazione Umberto Eco e il Direttore del Festival della Comunicazione Danco Singer. A seguire, sempre nella giornata di venerdì 13 marzo, la lectio “10 cose che ho imparato da Umberto Eco”, tenuta da Marco Belpoliti.
Nella seconda giornata, sabato 14 marzo, la mattinata prende le mosse da una riflessione (guidata dai professori Mirko Canevaro e Giorgio Barberis) sul rapporto tra Eco e la sua città: in che modo il carattere della città ha avuto un effetto sul suo approccio al mondo e alla cultura, e cosa ha significato, per generazioni di alessandrini, che uno dei più influenti intellettuale planetario — per alcuni, il più influente — fosse un concittadino, che spesso faceva puntate alessandrine e che portava Alessandria nel mondo. Da queste considerazioni si apre una tavola rotonda che non guarda solo indietro, ma riflette su come la città possa oggi mantenere viva la sua eredità, farne un’opportunità di riflessione e di crescita.
Cosa può insegnare alle nuove generazioni il suo modello di critica culturale? Come si possono usare gli strumenti che ci ha offerto per affrontare le sfide della contemporaneità — da una riflessione sul vivere in comune, alle nuove forme della cultura, al rapporto coi nuovi media (social e non social), fino all’intelligenza artificiale e alla capacità e necessità di interrogarsi sul vero e sul falso? Idee e piani concreti, in una discussione aperta — pubblica — che investa la scuola, la cultura cittadina e le istituzioni. Un’occasione per pensare insieme, con chi lo ha conosciuto e con chi vuole farlo conoscere, a come gli alessandrini possano crescere, verso il futuro, nel ricordo del loro concittadino più illustre.
