Il Governo ha deciso di prorogare al prossimo 3 Luglio il taglio delle accise sui carburanti.
La copertura finanziaria (150 milioni) è grazie a parte dell’extra-gettito Iva dovuto all’aumento dell’inflazione nello scorso maggio. E’ confermato a 5 centesimi il taglio sulla benzina, mentre si dimezza da 10 a 5 centesimi quello per il gasolio.
Colpisce la non-considerazione delle indicazioni fatte dalla Commissione Ue, che aveva indicato provvedimenti che facilitassero gli acquisti per consumatori meno abbienti, e non un taglio di accise generalizzato che, di fatto, favorisce i più facoltosi che, con mezzi più costosi quanto energivori, sono i maggiori consumatori di carburante.
Questo mentre il governo gioisce della possibilità di sforare i tetti del Patto di Stabilità, ma non è chiaro cosa intenda fare visto che lo sforamento è consentito solo per progetti green che, allo stato, sono molto fermi nelle pastoie burocratiche per l’approvazione con, invece, in essere lo spostamento del blocco delle centrali a carbone dal 2025 al 2038 (decreto bollette).
Così come in essere è la ripartenza sull’energia nucleare, che se dovesse andare in porto, come minimo occorreranno una ventina d’anni.
In sintesi. Problema rimandato. Politiche energetiche al palo. Possibile “mazzata” sui carburanti dopo il 3 luglio, proprio in uno dei periodi di maggiore consumo.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
