Istat conferma (1) le stime dell’inflazione dello scorso dicembre: +1,2% rispetto ad un anno fa (+1,5% media annuale). Una percentuale di per sé non problematica, considerato che un’economia senza inflazione in crescita significherebbe uno stallo generale.
La percentuale è comunque interessante per come viene definita, tra alti e bassi dei vari comparti.
A parte le crescite tipiche del mese di dicembre (le feste di fine anno) – trasporti (la cosiddetta alta stagione per treni e aerei), alimenti non lavorati (più che raddoppiati) – spicca il calo dei costi dei prodotti energetici non regolamentati (mercato libero, -5,2%), che regge bene con la crescita (+16%) del mercato regolamentato, perché quest’ultimo – luce e gas – riguarda la nicchia degli utenti vulnerabili, poco più di 3 milioni.
Mercato energetico in calo che sopperisce all’aumento, sempre costante, dei prodotti alimentari non lavorati (+3,4%).
Prodotti alimentari che, per la Gdo (grande distribuzione organizzata) sono ora oggetto di un’indagine di Antitrust (2) per capire se, oltre a riflesso di politiche e non-politiche del governo, ci sia la responsabilità degli attori del mercato che fanno un gioco sporco.
La situazione più ampia, soprattutto per la spesa alimentare, è problematica. Il carrello della spesa, negli ultimi 5 anni è cresciuto del 24% (100 è diventato 124) Le bollette, invece, sono cresciute del 34,1%.
Sia la modesta crescita dell’inflazione nell’ultimo anno che i confronti col carrello della spesa e le bollette negli ultimi 5 anni, vanno confrontati coi salari medi che, negli ultimi dieci anni, sono cresciuti del 14,7%…. salari che, al di sotto della media Ue, crescono la metà di questa media (siamo battuti anche dalla Spagna) (3).
1 – https://www.aduc.it/notizia/inflazione+istat+conferma+stima+dicembre+annuo_141927.php
2 – https://www.aduc.it/notizia/antitrust+avvia+indagine+gdo+filiera+agroalimentare_141913.php
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
