
Il marchio “made in Italy” è un’indicazione di origine che certifica che un prodotto è stato fabbricato o trasformato interamente o prevalentemente in Italia. Una qualifica che pur con la sua “permessività” (trasformato…), per esempio, ha portato alcuni produttori (anche di moda) ad essere sanzionati da Antitrust (1).
I prodotti che si fregiano del “made in Italy” sono tanti. Si pensi alla bresaola della Valtellina con le carni non italiane (2), e ai tanti oli extravergini (spesso con prezzi bassi che stupiscono) che sono miscele con oli spagnoli e/o nordafricani. I vini, poi, che sono sempre un gran mistero, visto che non hanno etichette di spiegazione come quelle (chilometriche) dell’acqua minerale. Etc.
Proprio oggi i Carabinieri di Roma hanno sequestrato 2mila chili di carne estera spacciata per italiana. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, ha colto l’occasione per esternare il suo disappunto sostenendo che “Difendere il Made in Italy significa garantire la salute dei cittadini e tutelare le imprese che lavorano onestamente” (Ansa). Giusto. Ma signor ministro, si è posta la domanda che cos’è il ”made in Italy”? Ché se quelle carni sequestrate oggi non fossero state destinate direttamente al consumo, ma alla trasformazione da parte di un’impresa che opera sul territorio italiano… crediamo che lei non avrebbe detto le stesse cose. Perché la garanzia salutista che lei auspica non vale anche per i prodotti trasformati, a cui si è deciso di dare comunque il marchio “made in Italy”?
Sicuramente Lollobrigida non ci risponderà. Ma il problema rimane lo stesso.
Coi fatti di oggi a Roma, è ancora più evidente che, con l’attuale normativa in vigore per marchiare un prodotto col “made in Italy”, non stiamo tutelando l’informazione e – come dice Lollobrigida – la salute dei cittadini, ma solo le aziende che producono sul territorio italiano. Il consumatore? In basso a destra.
1 – https://www.aduc.it/notizia/antitrust+multa+mln+giorgio+armani+sul+trattamento_141379.php
2 – https://www.aduc.it/articolo/dazi+usa+operazione+bresaola+lollobrigida+genio_39508.php
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc