Il mercato italiano del gioco online ha chiuso il 2024 con una raccolta complessiva superiore a 157 miliardi di euro e una spesa effettiva dei giocatori di circa 21,5 miliardi, secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Gross Gaming Revenue del solo comparto online ha raggiunto circa 5 miliardi di euro, con una crescita superiore all’11% rispetto al 2023, posizionando l’Italia come secondo mercato online europeo per volume dopo il Regno Unito, secondo un’analisi pubblicata da LexLegas. Nel segmento specifico dei casino online, il GGR di dicembre 2025 ha raggiunto 333,7 milioni di euro, segnando una crescita del 18% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo dati citati da Italian Gaming Expo & Conference.
Questi numeri descrivono un mercato in espansione, ma proprio questo ha reso ancora più importante prestare attenzione al tema del gioco responsabile, per fare in modo che gli utenti siano esposti il meno possibile al rischio di dipendenza da gioco.
Come funziona oggi il mercato del casino online in Italia
Le piattaforme di casinò online autorizzate a operare in Italia nel 2026 sono 52, distribuite tra 46 operatori, secondo i dati ADM relativi alle nuove concessioni rilasciate a novembre 2025. Il numero rappresenta una riduzione drastica rispetto al sistema precedente.
Questo processo di concentrazione è il risultato diretto del Decreto Legislativo 41/2024 (il cosiddetto Testo Unico sul gioco) entrato in vigore il 4 aprile 2024 e operativo a regime da novembre 2025. Il decreto ha sostituito il sistema precedente con una concessione unica valida per tutte le tipologie di gioco online, della durata massima di nove anni e non rinnovabile.
La pressione tecnologica sugli operatori
La concentrazione del mercato non ha ridotto la pressione tecnologica sugli operatori rimasti. Al contrario, le Linee Guida ADM per la certificazione delle piattaforme di gioco, nella versione aggiornata con le disposizioni del 2025, hanno esteso e reso più stringenti i requisiti tecnici a cui le piattaforme devono conformarsi.
Sul fronte della sicurezza, è ora obbligatoria la crittografia SSL a 256 bit su tutti i canali di trasmissione; inoltre, le risorse infrastrutturali devono essere ospitate nello Spazio Economico Europeo, con provider cloud qualificati secondo i requisiti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e dell’AGID.
Sul fronte del RNG (il generatore di numeri casuali che determina l’esito delle slot machine e degli altri giochi digitali) la certificazione rimane obbligatoria da parte di un Ente di Verifica Abilitato (EVA) accreditato dall’ADM, con test statistici su casualità, indipendenza, equiprobabilità e imprevedibilità delle sequenze, e rinnovo annuale dell’autorizzazione.
Il quadro delle tutele
Il D.lgs. 41/2024 ha introdotto nuovi obblighi di tutela per i giocatori che si aggiungono a quelli già esistenti. Le piattaforme devono ora obbligatoriamente impostare per ogni utente limiti di deposito, spesa e tempo di gioco. L’autoesclusione parziale (che consente di escludersi da specifiche categorie di gioco mantenendo l’accesso ad altre) è diventata uno strumento obbligatorio dal gennaio 2026, accessibile facilmente dal profilo dell’utente.
Gli operatori sono tenuti a destinare almeno lo 0,2% dei ricavi a campagne di prevenzione della ludopatia. Il Registro nazionale delle autoesclusioni, gestito direttamente dall’ADM, consente ai giocatori di sospendere l’accesso a tutte le piattaforme concessionarie con un’unica richiesta.
Le questioni aperte
La crescita del mercato e la riforma del 2025 non hanno risolto tutte le tensioni strutturali del settore. La più rilevante riguarda la segregazione delle liquidity nel poker online: i giocatori italiani sono ancora separati dai pool internazionali degli stessi operatori, una condizione in vigore dal 2011 che limita la dimensione dei tavoli e dei tornei disponibili rispetto a Francia, Spagna e Portogallo, questi ultimi uniti in un accordo di liquidità condivisa dal 2018. Al momento, i tavoli tecnici tra ADM e rappresentanti del settore sono ripresi senza che sia stata emessa alcuna comunicazione ufficiale.
Un secondo tema aperto riguarda il mercato illegale. Nel 2023 l’ADM ha inibito 490 siti privi di autorizzazione, con un incremento dell’87,74% rispetto all’anno precedente, secondo il Libro Blu ADM 2023. L’aumento del numero di siti bloccati non significa necessariamente un aumento del mercato illegale: può anche riflettere un’intensificazione dell’attività di contrasto; tuttavia, ciò segnala anche che la riduzione del numero di operatori legali non ha eliminato l’offerta alternativa, che rimane accessibile attraverso canali non regolamentati.
