IL VIAGGIO: Valle d’Aosta, ripartire con il piede giusto

Aosta – Settembre non è che l’inizio del resto dell’anno. È tradizionalmente il momento dei rientri, quello in cui ogni vacanza estiva finisce e i bollettini del traffico nei weekend, dopo qualche settimana di rosso, tornano a rasserenarsi.

Con la fine dell’estate, la Valle d’Aosta rallenta, prende un respiro profondo e si prepara a cambiare ritmo. Settembre non è una chiusura, è un varco: il vero ingresso nel resto dell’anno, che per molti è anche quello più atteso. È la stagione in cui i temporali di fine estate lasciano spazio a cieli più limpidi, le strade si svuotano e le montagne iniziano a vestirsi di rossi e aranci, annunciando l’autunno.

È il momento perfetto per un tour nei vigneti, quando i grappoli sono gonfi di sole e promesse, per una pedalata su percorsi che non conoscono il frastuono dell’alta stagione, per collezionare visite ai castelli che sorvegliano la Valle da secoli, o per un’ultima fuga in altura, tra suoni e silenzi che sanno di libertà.

È la stagione dei ritorni, ma anche delle nuove partenze. Chi sceglie di viverla in Valle d’Aosta scopre un territorio che non smette mai di rinnovarsi: più intimo, più autentico, pronto a regalare esperienze da custodire per tutto l’inverno e oltre.

Eroico: il vino più alto d’Europa

Settembre è il cuore pulsante della vendemmia. I vigneti di Morgex e La Salle, sospesi tra cielo e montagne a oltre 1.000 metri di altitudine, invitano a degustare il Blanc de Morgex et de La Salle, il vino “eroico” che nasce tra i filari più alti d’Europa. Passeggiare tra le vigne, con i profumi dolci dell’uva matura e l’invitante sensazione tattile dei grappoli che si staccano dalla vite, a queste quote ha tutto un altro sapore. Non si esauriscono qui, tuttavia, le opportunità di assaporare il nettare del dio Bacco nella Regione più piccola d’Italia, né di farlo con una vista incantevole sulle sue vertiginose montagne: per aggiungere un pizzico di adrenalina, la via ferrata del Climbing Park Balteo propone una giornata attiva di arrampicata all’aria aperta da concludere con un bicchiere di vino rosso Donnas DOC, formaggi e castagne prodotti tra queste rocce. Numerose sono le aziende vitivinicole valdostane che propongono esperienze attorno al vino: non solo semplici degustazioni ma anche visite guidate in cantina, trekking tra i vigneti, occasioni di animazione conviviale.

E perché non attraversare i vigneti in bici? Il Giro delle cantine: alla scoperta dei vini valdostani è un percorso di media difficoltà alla scoperta dei vigneti e delle cantine di vinificazione nel comprensorio dei comuni di Villeneuve, Aymavilles, Gressan, Jovençan, Aosta, Sarre e Saint-Pierre. Tutte le aziende vitivinicole del territorio sono visitabili su prenotazione.

 

Costellazione castelli – pezzi di storia, pezzi di cuore

In autunno i castelli della Valle d’Aosta si lasciano scoprire con un ritmo diverso: niente folla, solo la luce dorata che accarezza le pietre e fa brillare i dettagli degli affreschi. Quelli d’Issogne, ad esempio, istantanee preziose della vita quotidiana valdostana del XVI secolo: il corpo di guardia, la bottega del beccaio e del fornaio, il mercato di frutta e verdura, il sarto, lo speziale e il pizzicagnolo, protagonisti di un racconto corale congelato nel tempo; o quelli del principe dei castelli valdostani, quello di Fénis, con il celebre San Giorgio a custodire il cortile e il ciclo di saggi e proverbi in francese antico sulla balconata. Riuscirete a tradurli, andando a braccio?

 

La stagione del bramito: il concerto selvaggio dell’autunno

Settembre è anche il mese in cui il Parco Nazionale del Gran Paradiso diventa più che mai un palcoscenico di colori e vita. I boschi di larici e betulle iniziano a tingersi di giallo e arancio, mentre l’aria fresca riempie i polmoni di una sensazione di rinascita. Camminare lungo i sentieri che da Cogne o Valsavarenche salgono verso i rifugi – come il Vittorio Sella (aperto fino 21/09/2025 e nei fine settimana, meteo permettendo fino, al 19/10/2025) o il Federico Chabod (aperto tutti i giorni fino al 21 settembre) – significa entrare in una dimensione sospesa, dove il tempo sembra rallentare.

L’autunno è anche la stagione in cui è ancora possibile vedere la fauna del Parco.  Con un po’ di pazienza e silenzio (e con un pizzico di fortuna!), si possono avvistare stambecchi e camosci, che scendono verso valle lasciandosi alle spalle i primi freddi, marmotte che, prima del letargo, si aggirano nei prati accumulando riserve e lanciando i loro fischi inconfondibili, ma anche aquile e gipeti che volteggiano sopra i valloni, sfruttando le correnti d’aria limpida di settembre.

Ma è soprattutto la stagione del bramito dei cervi in amore: nei boschi del Gran Paradiso, il silenzio della sera è spezzato dal suono gutturale, profondo, quasi primordiale. È il bramito dei cervi, una chiamata di sfida, una sorta di “gara di potenza vocale” tra cervi maschi che porta spesso a veri e propri duelli: i palchi di corna si incrociano con un rumore secco e potente. È un rituale antico, dove raramente ci sono ferite gravi, ma la tensione è palpabile.

 

Settembre non è un addio all’estate, ma un invito a rimettersi in cammino perché l’anno vero, quello fatto di scelte e nuove energie, comincia proprio ora.