Dialoghi di Pistoia, XVII edizione | 22-24 maggio 2026 Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano

Pistoia – Da venerdì 22 a domenica 24 maggio si terrà la diciassettesima edizione dei Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia del contemporaneo promosso da Fondazione Caript e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (dialoghidipistoia.it).

Il festival quest’anno propone 45 appuntamenti per adulti, per bambini e per studenti sul tema Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano, che si svolgeranno nel centro storico di Pistoia: piazza del Duomo, teatro Bolognini, cinema Lux, la Cattedrale ex Breda, il Polo Culturale Puccini Gatteschi, e con passeggiate alla scoperta di Pistoia ed eventi nei Musei Civici.

Corpi in divenire: una questione centrale che attraversa il nostro tempo, sempre al centro di dibattiti, e che coinvolge tutti. Cosa definisce genere e identità? Il corpo pensato è quello reale? Cos’è il corpo nella rete e per l’IA? Le giovani generazioni vivono, oltre ai consueti dubbi e domande su un corpo in crescita, i forti condizionamenti mediatici. Le generazioni più anziane affrontano nuove forme di rigenerazione; la vita si allunga quasi a prefigurare l’immortalità e non soltanto la longevità. Cresce il desiderio di modificarsi attraverso rituali sociali e interventi chirurgici e, in parallelo, crescono i corpi offesi e i corpi sfruttati da guerre e violenze.

«Noi siamo corpo, il corpo che ci è dato e il corpo che vorremmo, il corpo che cresce, che cambia, che si ammala, che gioisce, che invecchia» spiega Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice del festival. «Nell’epoca dell’IA, e delle tecnologie in costante evoluzione, i confini del corpo umano sono sempre più incerti e in divenire: corpo reale o virtuale? Ma corpo umano significa anche sensi, piacere, danza, acrobazie: sarà un festival che indaga le moltissime potenzialità e i limiti, sempre più avanzati, del nostro essere corpo umano. Dialoghi di Pistoia, festival di approfondimento culturale dedicato all’antropologia del contemporaneo, continua il percorso iniziato diciassette anni fa per meglio comprendere la realtà che ci circonda, spinti dall’interesse per gli altri e per le altre culture».

Il festival gode del patrocinio del MiC – Ministero della Cultura e della Provincia di Pistoia, del patrocinio e del sostegno della Regione Toscana e di Intesa Sanpaolo, partner dell’evento, e del patrocinio di Rai Toscana. Media Partner Rai TGR.

Il Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia

Quest’anno il Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia, giunto alla decima edizione, sarà conferito a Emmanuel Carrère, uno dei più influenti autori contemporanei, capace di fondere racconto personale e realtà con una scrittura che non concede tregua. Nelle sue pagine il corpo, spesso in crisi, sofferente e in fuga, diventa materia viva di scrittura, messo a nudo a favore della narrazione, in una prosa che scava nei grandi temi dell’esistenza e obbliga il lettore a confrontarsi con essi.  La consegna del Premio si terrà mercoledì 3 giugno alle ore 17.30 in Sala Maggiore (Palazzo Comunale di Pistoia), seguito dall’incontro Il corpo della scrittura, che vedrà l’autore in dialogo con Paolo Di Paolo.

L’inaugurazione

Venerdì 22 maggio alle ore 18.30 in Piazza del Duomo, dopo i saluti istituzionali, la XVII edizione dei Dialoghi di Pistoia inaugura con la conferenza di apertura Dal corpo non si scappa dello psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi. Una riflessione sul corpo come oggetto di infinite metamorfosi, private e pubbliche, continuamente in divenire. Ogni corpo è sempre, inevitabilmente, un insieme di corpi; tuttavia, da quando una delle sue vite possibili – quella mediata dalle tecnologie, dalla rete e dall’intelligenza artificiale – si è imposta sulle altre, il modo di pensarlo e di abitarlo, nostro e altrui, è cambiato radicalmente. È ancora «il nostro mezzo per avere un mondo», come diceva Merleau-Ponty? Secondo Lingiardi sì, ma in modi nuovi che dobbiamo provare a immaginare e raccontare.

Il programma

Dopo l’inaugurazione del festival, la serata di venerdì 22 maggio prosegue alle ore 21.00 al teatro Bolognini con lo spettacolo dei Kataklò Athletic Dance Theatre, Seasons – Oltre le Stagioni, che i Dialoghi ospitano in occasione del 30° anniversario della compagnia. Ideato e diretto da Giulia Staccioli, sulle musiche di Antonio Vivaldi riarrangiate da Max Richter, Seasons coniuga atletismo, tecnica e poesia visiva in uno spettacolo di straordinario impatto visivo e sonoro. I sei danzatori in scena danno vita a un racconto coreografico che evoca la connessione profonda tra essere umano e ambiente: un’esplorazione dei cicli della vita, un’ode alla bellezza della natura e alla complessità dell’essere umano.

Alle 21.30 in Piazza del Duomo, lo storico Alessandro Barbero racconta Il corpo nel Medioevo, tra scienza e fede. Gli esseri umani hanno sempre avuto coscienza del proprio corpo come qualcosa che è parte di sé ma, al tempo stesso, altro da sé. Barbero spiega come gli uomini e le donne del Medioevo cercassero di risolvere questo paradosso: dal dualismo religioso anima-corpo, che spingeva i mistici fino all’automortificazione, allo studio dei medici e dei teologi, che già indagavano il corpo e i suoi bisogni, fino alla quotidianità di chi si sforzava di curarlo, scaldarlo, nutrirlo e procurargli piacere. 

I Dialoghi di Pistoia entrano nel vivo sabato 23 maggio: la giornata inizia alle 9.30 con La scienza del corpo: viaggio a Pistoia tra studio e pratica, la passeggiata a cura della storica dell’arte Caterina Bellezza che quest’anno ci condurrà alla scoperta dei luoghi che, tra Ottocento e Novecento, portarono Pistoia alla ribalta nelle discipline mediche: il Museo dell’Ospedale del Ceppo, occasione per raccontare la storia della prestigiosa Scuola Medica Pistoiese, il Teatrino Anatomico, uno dei più piccoli al mondo, la Biblioteca Medica Mario Romagnoli, dedicata a colui che per primo ha descritto la mammografia, fino all’antichissimo Liceo Forteguerri, fondato nel 1473, con i suoi laboratori di Chimica, Fisica e Biologia, per ammirare gli strumenti scientifici sui quali si è formata buona parte dei medici pistoiesi. La passeggiata si ripeterà alle ore 11.30, 16.00, e ancora domenica 24 ore 9.30, 11.30 e 16.00.

Alle ore 9.30 al teatro Bolognini la sociologa Rossella Ghigi nell’incontro La violenza prima della violenza. Il nesso tra corpi, genere e potere riflette sullo squilibrio su cui affonda la violenza di genere: la nostra cultura insegna, fin dall’infanzia, alle donne a essere un corpo e agli uomini ad avere un corpo. La violenza di genere comincia ben prima dei fatti di cronaca: negli sguardi che giudicano, nelle parole che etichettano, nei ruoli che sembrano naturali, nell’idea che amare un corpo significhi averne il pieno possesso. Per affrontarla bisogna interrogare i modelli di potere che la rendono possibile e capire perché ci riguarda, anche quando non siamo vittime, anche quando non siamo carnefici.

Dalle silhouette esasperate di Dior negli anni Cinquanta, fino alle contemporanee tendenze genderless, la moda ha costantemente prodotto e messo in crisi codici corporei. Simona Segre-Reinach, professoressa di Antropologia culturale e Fashion Studies all’Università di Bologna, nell’incontro Divenire con la moda. Strategie del corpo nel sociale, alle ore 10.00 al cinema Lux, riflette su come le scelte del guardaroba siano atti estetici e politici che disegnano la mappa del nostro stare al mondo. In ogni cultura, il corpo non è mai solo naturale, né può dirsi veramente “nudo”: è modellato, educato e reso visibile attraverso l’abbigliamento e le modificazioni cui viene sottoposto. 

In Corpi fragili, alle ore 11.00 in Piazza del Duomo, lo scrittore Jonathan Bazzi e l’antropologo Andrea Staid dialogano sul corpo e sulla malattia da due prospettive diverse: quella antropologica, che mostra come la marginalità possa diventare essa stessa malattia, e quella della narrativa, che trasforma la malattia in esperienza vissuta. Mettendo al centro il corpo adolescente, territorio della transizione per eccellenza, Bazzi e Staid provano a trasformare l’idea di fragilità: non più una colpa individuale, ma una dimensione collettiva e politica. 

Alle 12.00 al teatro Bolognini, lo scrittore e critico Paolo Di Paolo in Corpi (comunque) felici. Come reagire a un presente oscuro propone un percorso di letture e sollecitazioni sul piacere e la felicità del corpo, fra autori e autrici che nel ventesimo secolo e nella nostra epoca che provano a ridestare la coscienza piena del nostro esserci – da Virginia Woolf, a Peter Handke, alla poetessa premio Nobel Louise Glück. Perché se c’è una cosa che la grande letteratura riesce sicuramente a restituirci è il trionfo della sensazione: la “miracolosa stranezza” di essere vivi. 

Alle ore 15.00 al teatro Bolognini, Annalisa Camilli, giornalista che ha osservato da vicino scenari di guerra e crisi umanitarie, ci racconta cosa succede al corpo in tempo di guerra. Nell’incontro Davanti al dolore degli altri. Corpi in guerra ci porta a interrogarci se ci si può davvero abituare al dolore degli altri, e su quale sia il senso di testimoniare quel dolore, se gli occhi e le orecchie dell’opinione pubblica mondiale sembrano distratti, lontani o addirittura insofferenti. Alla stessa ora, al cinema Lux, nel corso dell’incontro Trovare casa nel corpo: genere e identità in adolescenza, in collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis, la psicologa clinica Sara Boffito e lo psicoterapeuta Guido Giovanardi riflettono sulla costruzione dell’identità di genere, sul come diventare sé stessi e sentirsi a casa nel proprio corpo sia un processo che attraversa l’intero arco della vita, e che in adolescenza può assumere una particolare intensità e conflittualità. Un percorso in equilibrio precario in cui fragilità e potenzialità trasformative cercano un’integrazione tra creatività e limiti.

Alle ore 17.00 al teatro Bolognini, la saggista Gabriella Caramore parlerà del nuovo volume edito da UTET per la collana Dialoghi di Pistoia, Ciò che in me sente sta pensando. Sul divenire dei corpi, in uscita a fine maggio. Nell’era dell’immateriale che si sta profilando, i corpi non sono annullati: anzi, reclamano vita e senso, combattono tra ordine e caos, cercano respiro tra il nuovo e l’antico. Come suggerisce il celebre verso di Fernando Pessoa, la scommessa è, adesso, provare a dar conto del continuo divenire dei corpi esplorando i movimenti dei loro sensi, spingendosi però oltre i cinque sensi classici, in una visione che coinvolge fisicità e pensiero, materia e mente. Ancora alle 17.00, al cinema Lux, Vittorio Gallese, uno dei più autorevoli neuroscienziati del nostro tempo, indaga la relazione tra Corpo e cervello nell’era digitale, che spesso siamo portati a immaginare come uno spazio in cui il corpo scompare e tutto diventa virtuale. Vittorio Gallese propone una prospettiva diversa: anche l’esperienza digitale è profondamente corporea. A partire dalle neuroscienze cognitive e dagli studi sull’embodiment, ci mostra come percezione, emozioni e relazioni restino radicate nel corpo, anche quando passano attraverso schermi e dispositivi tecnologici. Nell’era digitale, il cervello non si separa dal corpo: ne ridefinisce piuttosto, continuamente, i modi di abitare il mondo.

Alle ore 18.30 in Piazza del Duomo, l’antropologo Marco Aime con The dark side of the skin. Razzismi vecchi e nuovi indaga come la percezione del colore, culturalmente costruita e mai neutrale, si trasformi, quando applicata alla pelle, in strumento di discriminazione e disumanizzazione. Attraverso storie del passato e del presente, Aime ricostruisce i meccanismi che hanno ridotto intere popolazioni a semplici corpi da sottomettere, deportare o sfruttare.

Le avventure del burattino Pinocchio, che si compiono nella trasformazione del suo corpo di legno in un bambino in carne e ossa, sono ormai divenute patrimonio universale, pur affondando le loro radici nella cultura toscana. Nell’anno in cui ricorre il bicentenario di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio ritrovano vita nella lettura di Peppe Servillo, alle ore 21.00 in Piazza del Duomo. L’interpretazione di un grande attore restituisce tutta la profondità del testo, rivelando come il libro non sia soltanto una storia per bambini, ma – come avevano già intuito Benedetto Croce e Italo Calvino – un autentico percorso di formazione, una vera e propria educazione alla vita.

Alle ore 21.30 lo spettacolo site specific Oscillando nel tempo di Associazione Sarabanda e Circo Zoè ideato da Boris Vecchio per i Dialoghi di Pistoia e realizzato per i suggestivi spazi della Cattedrale Ex Breda. Sfidando le leggi della gravità e del tempo, questo spettacolo di circo contemporaneo indaga il tema corpi in divenire attraverso l’equilibrismo sul filo molle, il cerchio aereo, il palo cinese, la roue Cyr e altre discipline circensi. Immerso nella scenografia post industriale della Cattedrale e in un universo sonoro vibrante, il pubblico viene accompagnato in un appassionante viaggio in cui le evoluzioni aeree e i virtuosismi circensi si fondono in un’atmosfera di meraviglia e mistero. Un’esperienza immaginifica e avvolgente, che emana un’energia contagiosa, capace di affascinare e stupire spettatori di tutte le età.

In chiusura della giornata di sabato, la proiezione del film The Elephant Man alle ore 22.30 al cinema Lux. Con la regia di David Lynch, e le interpretazioni magistrali di Anthony Hopkins e John Hurt, il film viene presentato nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna eseguito a partire dal negativo originale con la supervisione del regista stesso. Un cult che ha riscritto le regole dell’horror, e che, capovolgendo le dinamiche tra protagonista deforme e spettatore, propone una riflessione attualissima sullo sguardo e sull’orrore, messa in scena da uno dei registi più visionari della storia del cinema. 

La terza giornata dei Dialoghi, domenica 24 maggio, inizia alle ore 10.00 con due incontri dedicati al corpo come oggetto di trasformazione, individuale e culturale. Al teatro Bolognini la psicoterapeuta Loredana Cirillo, nell’incontro Il corpo violento degli adolescenti, in collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis, indaga come le trasformazioni dell’adolescenza rendono il corpo particolarmente esposto alla manipolazione. Dalla fisiologica sperimentazione delle nuove possibilità, fino alla violenza verso sé stessi o verso gli altri, il corpo è al centro del processo di crescita e del tormento evolutivo, e diventa megafono di emozioni e vissuti. I comportamenti violenti e antisociali allarmano gli adulti e l’opinione pubblica, ma è importante indagarne i significati nascosti e come possiamo prevenirli. Al cinema Lux Guido Guerzoni ci parla della Storia del tatuaggio nella civiltà mediterranea. Sebbene sia stata ritenuta una tradizione esotica e selvaggia, introdotta in Europa nel secondo Settecento dopo i viaggi di Cook e Bougainville nel Pacifico, le radici europee del tatuaggio sono profonde, e hanno attraversato le principali culture classiche per poi evolvere in forme devozionali in epoca medievale e moderna, fino allo stigma dei primi antropologi nel secondo Ottocento come indizio infallibile di devianza sociale. Parlarne oggi significa condurre una riflessione sull’evoluzione dei concetti di corporeità, appartenenza e identità epiteliale.

Alle ore 11.00 in Piazza del Duomo, Paolo Nori torna a parlare, con ironia e profondità, dei suoi incontri – o scontri – con la morte e il trauma, nel monologo Piccolo discorso sul dolore. Vivere una vita non è attraversare un campo. In occasione dei suoi due incidenti si era diffusa la notizia, ovviamente falsa, della sua morte: da quel momento ha cercato di ricostruire – grazie alle testimonianze di amici, parenti e di chi lo ha salvato – quelle due dolorose esperienze, di cui ricordava poco. Lo scrittore ripercorre le sue riflessioni sul rapporto tra vita, morte, dolore e letteratura, riflettendo su come, in realtà, obiettivo di chi scrive è quello di raccontare la fatica che si fa a stare al mondo. 

Come ci prepariamo ad affrontare gli anni della maturità, in un’epoca che ci consegna corpi sempre più longevi? La scrittrice Lidia Ravera, alle ore 12.00 al teatro Bolognini, prova a spiegarlo nell’incontro Elogio della maturità: contro i pregiudizi sull’età, riflettendo su come l’impreparazione è uno dei temi dominanti di questa fase della vita, che dovrebbe invece essere una conquista di cui godere. Nell’invito a non rincorrere la giovinezza, Ravera si rivolge specialmente le donne, troppo spesso schiacciate da una vergogna regressiva, conformista, subalterna, invitando a considerare il rapporto con il corpo non come una battaglia di resistenza, ma una forma di libertà conquistata, che apre nuove prospettive. 

Di come il digitale sta cambiando il modo in cui viviamo il lutto, la memoria, il desiderio di immortalità ci parla il tanatologo Davide Sisto alle ore 15.00 al cinema Lux, esplorando il rapporto tra Morte, immortalità e memoria nell’epoca dell’AI. In un’epoca che non è in grado di accettare la morte, e anzi tende alla sua rimozione sociale e culturale, la cultura digitale e dell’AI ci hanno trasformato in carni digitali. Fingiamo di poter vivere per sempre, facendo leva sull’aumento della durata della vita e sulla metamorfosi tecnologica dei corpi, ma, nel frattempo, l’intelligenza artificiale rielabora attivamente le nostre tracce, aprendo persino la possibilità di un dialogo eterno con i vivi. Alla stessa ora, al teatro Bolognini, la filosofa Luigina Mortari tiene l’incontro Avere “cura” della vita introdotto da Maria Teresa Ferrari. La cura, sostiene Mortari, è il lavoro del vivere. Avere cura della vita significa avere cura di ciò che siamo, ma il corpo non è semplice materia, e quando la cura del corpo non procede in armonia con la cura dell’anima, rischia di smarrire la sua direzione di senso. Avere cura dell’anima significa quindi trovare quelle pratiche spirituali in cui l’essere umano sente di respirare il tempo, secondo la sua tensione all’ulteriore. 

Alle ore 17.00 al cinema Lux, lo storico, designer e umanista Jeffrey Schnapp nell’incontro Al confine tra uomo e robot nell’era dell’intelligenza artificiale racconta alcuni momenti importanti dell’interazione tra esseri umani e macchine, in particolare su ciò che oggi viene definito physical computing: lo sviluppo dei cosiddetti agenti robotici, dotati di sensori, capaci di orientarsi nel mondo fisico e di agire in stretta collaborazione e prossimità con gli esseri umani. Per cercare di capire quale mondo avremo con l’avvento di macchine capaci di comportamenti che, per homo sapiens sapiens, sono istintivi. Al teatro Bolognini, l’incontro A corpo libero. Donne in lotta dalla Resistenza al femminismo con la scrittrice Benedetta Tobagi riflette sul corpo delle donne, per millenni un campo di battaglia, soffermandosi sul ruolo femminile nella Resistenza, svolta epocale che apre il cammino di emancipazione e poi di vera e propria liberazione del corpo femminile, che culmina nelle lotte femministe degli anni Settanta. 

Alle ore 18.30 in Piazza del Duomo, il festival si concluderà con il dialogo Abitare il corpo ferito. Quando la musica nel dolore cerca l’infinito, tra il compositore e filosofo Giovanni Allevi e l’antropologo Adriano Favole

Infine, alle ore 20.00 al cinema Lux, la proiezione del film La Mosca, regia di David Cronenberg, con Jeff Goldblum e Geena Davis, film culto del 1986 di uno dei più importanti registi che ha narrato il corpo umano come metafora e simbolo.

I Dialoghi di Pistoia per i più piccoli

Da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026 tornano i Dialoghi per i più piccoli, gli appuntamenti dei Dialoghi di Pistoia dedicati a bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 4 ai 12 anni a cura dell’Associazione Boemondo con il supporto di Unicoop Firenze, negli spazi del Polo Culturale Puccini Gatteschi e dei Musei Civici di Pistoia.

everyBODY sarà un vero e proprio festival nel festival, in 18 appuntamenti, che traduce il tema della XVII edizione dei Dialoghi nel linguaggio dell’arte, della musica e del gioco. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono invitati a muoversi tra atelier artistici, laboratori e letture: percorsi dove ognuno potrà trovare il proprio modo di esprimersi. Per ricordarci che ogni differenza è una possibilità e che ciascuno, a modo suo, è unico. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti con prenotazione obbligatoria all’indirizzo boemondoaps@gmail.com. Informazioni e programma completo: www.dialoghidipistoia.it

Come sempre anima del festival saranno le centinaia di volontari provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado di Pistoia e provincia e dalle università di tutta Italia. In 17 edizioni sono oltre 6000 i ragazzi e le ragazze, affiancati dai volontari delle associazioni culturali pistoiesi, che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione, mettendosi in gioco con entusiasmo, curiosità, e grande spirito di squadra.