La storia di Margherita, che ha scelto la carrozzina per giocare a basket

Questa storia arriva da Como: perché una ragazza di 10 anni, senza disabilità sceglie di giocare in carrozzina. Parla il papà di Margherita…

Margherita si è avvicinata al basket in carrozzina circa due anni fa tramite un suo compagno di classe, un ragazzo con disabilità che frequentava la Bebe Vio Academy – l’accademia che consente di praticare sport paralimpici – Il suo amico si era appassionato al calcio da seduto mentre a Margherita sono subito piaciuti la scherma e il basket in carrozzina”.

Inizia così la storia di Margherita Contrastini, una ragazza di dieci anni senza alcuna disabilità che si innamora di uno sport paralimpico. Una scelta non convenzionale, spontanea e controcorrente che è un inno all’uguaglianza. Il padreGiorgio, ci racconta com’è iniziato tutto e sottolinea il concetto espresso da sua figlia che più lo ha colpito: “Il basket in carrozzina mi piace perché andiamo tutti alla stessa velocità”.

In tal senso, il basket in carrozzina è l’esempio perfetto di integrazione, sport e socialità che si fondono nel nome dello sportpertutti. Tutti valori che l’Uisp, con il suo impegno, rivendica a gran voce. Si tratta di una delle attività sportive che meglio sono state adattate alla disabilità e pertanto è considerato tra i più inclusivi, potendo essere praticato da atleti con e senza disabilità. In base al tipo di difficoltà motoria vengono assegnati un colore e un punteggio che sul parquet rendono uguali i giocatori. Il basket in carrozzina è diventato uno degli sport più diffusi al mondo. Si stima che ci siano campionati o competizioni in 75 paesi.

“L’anno scorso – prosegue papà Giorgio – un istruttore dell’Academy che è anche uno dei responsabili della Briantea84 – società affiliata Uisp che partecipa al Campionato nazionale Uisp di basket in carrozzina – le ha proposto di iniziare con loro un percorso nel basket in carrozzina. Margherita è rimasta molto colpita accettando con entusiasmo e così, a settembre, grazie alla Briantea, ha iniziato i primi allenamenti entrando sempre di più nei meccanismi della squadra. A dicembre poi la grande emozione per la partita d’esordio”.

L’aspetto umano di questo sport passa anche dal rapporto con i compagni, per costruire una buona squadra. “Sin da subito Margherita si è relazionata alla grande con gli altri ragazzi della squadra che l’hanno accolta a braccia aperte, permettendole così di inserirsi a meraviglia”.

“Nella sua seconda partita – continua papà Giorgio – ha giocato tre tempi segnando anche il suo primo canestro. Margherita era entusiasta ed è stata festeggiata molto dai compagni di squadra. Tra i ragazzi c’è una regola per cui chi esordisce e fa il primo canestro porta i pasticcini per tutti. Questo è un esempio di come ci sia grande senso di squadra e di amicizia che va anche oltre lo sport”.

La ragazza ha messo davanti a tutto il movimento e l’amicizia unendo, nel suo piccolo, sport e socialità. L’unico ostacolo che poteva separare Margherita dal gioco era la distanza. “Noi siamo di Milano – racconta il padre – mentre la Briantea84 svolge i suoi allenamenti a Meda. All’inizio avevamo dei dubbi per via della lontananza ma, sia io che mia moglie, abbiamo percepito la grande determinazione di Margherita nel voler praticare questo sport e quindi l’ostacolo è stato superato senza problemi”.

Il futuro è già alle porte con la prossima partita che si terrà domenica 4 febbraio in trasferta: “Margherita non vede l’ora di andare a La Spezia per stare insieme ai propri compagni, calcare il campo di un altro palazzetto e, soprattutto, ciò che le dà più soddisfazione: giocare a basket”.

In questi giorni il basket in carrozzina Uisp è stato al centro dell’attenzione anche della TgR Rai Umbria. Il servizio di Giulia Monaldi è dedicato al “Superteam Libertas”, unica squadra umbra che partecipa al Campionato nazionale Uisp. A Perugia, nella palestra di sant’Erminio, ogni lunedì sera ci si allena in vista delle partite del fine settimana. La formazione, aperta a ragazze e ragazzi con disabilità è nata nel 2021. “Nella nostra Regione la pallacanestro è un’attività in crescita – racconta Fabrizio Forsoni, presidente Uisp Umbria – e siamo felici che il portabandiera sia proprio il basket in carrozzina, un punto di partenza importante in vista dello sviluppo di questo Settore di attività”.

GUARDA IL SERVIZIO DELLA TGR RAI UMBRIA

Maria ha praticato questo sport da sette anni in vari campionati e anche in serie b e afferma: “E’ libertàdivertimento e inclusione senza barriere”. Anche uno dei ragazzi della squadra è dello stesso avviso: “Sono cinque anni che gioco, mi piace molto questo sport perché è uno dei più completi per chi come me è in carrozzina e ti aiuta a vivere meglio la quotidianità”.

Nel servizio si evidenzia come sia diverso da tutti gli sport. “Si vede l’abbattimento delle barriere per chi ha una disabilità perché c’è poca differenza tra correre in piedi e stare su una sedia”, afferma un giocatore. Il servizio si conclude con le parole di un giocatore del Superteam. “Quando gioco mi sento bene e molto libero perché faccio la cosa che mi piace di più ed è una sensazione bellissima”.

 

Edoardo Arturo Scali