| Riferimenti
Campagna “Non un mio crimine, ma una mia condanna”.
La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità per tutti i bambini e ha lo scopo diportare in primo piano il tema dei pregiudizi, dello stigma e dell’emarginazione di cui spesso sono vittime i 100 mila bambini in Italia (2,4 milioni in Europa) che hanno il papà o la mamma in carcere.
“Questi bambini – ricorda Lia Sacerdote, Presidente di Bambinisenzasbarre – vivono in silenzio il loro segreto del genitore recluso per non essere stigmatizzati ed esclusi.”
Bambinisenzasbarre Ets
L’Associazione Bambini senza sbarre Ets difende i diritti dei bambini (“I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini” è scritto sulle magliette usate per le partite). È impegnata nella cura delle relazioni familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori, nella tutela del diritto del bambino alla continuità del legame affettivo e nella sensibilizzazione della rete istituzionale e della società civile.
Per raggiungere questo obiettivo Bambinisenzasbarre ha creato, negli anni, una serie di strumenti specifici, dallo “Spazio Giallo” in carcere, al colloquio esclusivo tra genitori e figli, dai gruppi di parola al laboratorio artistico, all’azione molto coinvolgente dell’incontro tutto particolare “giocato dentro come se fosse fuori”, dal carcere, cioè la “Partita con mamma e papà”. Questa diventa un’azione che incide anche sul carcere che si ritrova a mobilitarsi in ogni suo settore, anno dopo anno, e ad introiettare il fatto che i bambini possono essere, con la sola loro periodica presenza ai colloqui, dei veri fattori di cambiamento dell’istituzione.
Bambinisenzasbarre è attiva in rete sul territorio nazionale col suo “Sistema spazio Giallo” (>QUI<) operativo dentro e fuori dalle carceri. È in atto direttamente in Lombardia (Milano, Bergamo, Lodi, Voghera, Vigevano, Pavia), in Toscana, Campania e Calabria e supervisiona le attività dei partner in rete a Brescia, Varese, Sondrio, Como, Busto Arsizio, in Piemonte, Basilicata, Puglia e Sicilia.
Il Sistema Spazio Giallo comprende fra le varie attività la creazione e la gestione, nelle carceri, dello Spazio Giallo, ideato da Bambinisenzasbarre. È uno spazio relazionale di ascolto e sostegno psicologico alle famiglie e in particolare ai bambini che entrano in carcere quotidianamente per incontrare il genitore, un’interfaccia con funzione di mediazione tra il mondo esterno e il carcere.
Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti
Firmata il 21 marzo 2014 dal Ministero della Giustizia, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e da Bambinisenzasbarre, rinnovata nel 2016, 2018 e nel dicembre 2021, è un documento unico (>QUI<) che riconosce formalmente il diritto di questi bambini al mantenimento del legame affettivo con il genitore detenuto, in continuità conl’art.9 della Convenzione ONU sull’infanzia e l’adolescenza (20.11.1989) e nel contempo ribadisce il diritto alla genitorialità delle persone detenute e impegna il sistema penitenziario in una cultura dell’accoglienza che riconosca e tenga in considerazione la presenza dei bambini che incontrano il carcere loro malgrado.
Da allora Bambinisenzasbarre è impegnata nella diffusione e nel monitoraggio dell’applicazione delle linee guida della Carta negli istituti penitenziari italiani, partecipando al Tavolo nazionale di monitoraggio con Ministero di Giustizia e Autorità Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, organizzando e partecipando a seminari e convegni, creando una rete di attenzione nazionale di realtà istituzionali e del Terzo Settore e fornendo consulenza sui temi della genitorialità in carcere.
A rafforzare l’impatto della Carta – e il ruolo dell’Associazione a livello italiano ed europeo – si è anche imposta la Raccomandazione CM/Rec(2018)5, adottata nel 2018 dal Consiglio d’Europa e indirizzata al Comitato dei Ministri dei 47 stati membri. La Raccomandazione ha assunto come modello la Carta italiana per preservare i diritti e gli interessi dei bambini e ragazzi figli di detenuti, indicando Bambinisenzasbarre come ispiratore |