IL BASKET DEI DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Naughty dog - Lying dog in the middle of mess in the kitchen.

Dilettanti allo sbaraglio. Mai espressione è stata così usata per criticare il potere. Chi governa. Per alcuni ricorda la felice trasmissione “La Corrida – Dilettanti allo sbaraglio” inventata da Corrado e dal fratello Riccardo Mantoni, per altri le gesta barbine di chi è deputato a gestire la vita politica – amministrativa di una istituzione.

 

Comunque sia chi comanda il Palazzo, l’ente, una semplice federazione sportiva non ha piacere che qualcuno lo critichi, definendolo un “dilettante allo sbaraglio”. Questo perché cosiddetti “cani da guardia” danno fastidio. Sempre.

Sotto tutti i cieli, qualunque sia il sistema politico e a qualsiasi latitudine. Occhio alla critica, guai far riflettere il popolo, i fedeli, persino i tesserati di una federazione. In questo caso quella della Federazione pallacanestro, guidata da Giovanni Petrucci.

Da qualche tempo c’è aria di resa dei conti: i contestatori della politica federale vengono sistematicamente processati. Vuoi per un commento su Facebook, come nel caso dell’arbitro benemerito messinese Enrico Gulletta, vuoi per una non meglio chiarita sostituzione di persona nell’invio di una email, peraltro sempre negata, come nel caso del Presidente di Fip Catania, Michelangelo Sangiorgio.

E ci chiediamo: è solo un caso che i due sono considerati “nemici” dall’ex presidente della federazione siciliana Antonio Rescifina?

E’ solo un caso oppure si tratta di una resa dei conti? Possiamo pensare senza pagare dazio che la pallacanestro da Roma a Palermo, da Bolzano a Trapani, passando dallo Stretto di Messina (vedi il caso Viola Reggio Calabria) è gestita quasi fosse la trasmissione la Corrida, ovvero attraverso le gesta di dilettanti allo sbaraglio?

Non possiamo crederlo. Non vogliamo assolutamente pensare che una federazione sportiva che fa dell’etica il suo vanto, possa tentare di mettere, se non la museruola, almeno il guinzaglio ai cosiddetti cani da guardia della democrazia, gli “watch dog“, quei tesserati, quegli appassionati che si sforzano di essere liberi.

Suvvia presidente Petrucci metta fine a questa resa dei conti che non fa bene alla Fip. Denunzie, querele, complotti, non aiutano alla crescita del movimento. Possibile che sia sempre e solo colpa di chi critica il potere o è il potere spesso abusa del suo ruolo di governo?

Prendiamo la Sicilia: non funziona come dovrebbe. Campionati farsa, gestione fallimentare degli arbitri, crescita minima del movimento. Squadre che durano il tempo di una stagione, promozioni che finiscono per far fallire una società. E la chiamate festa del basket? Si può definire quella di Riccardo Caruso, una gestione cristallina? Penso che la consigliera regionale ed ex atleta di valore, Cristina Correnti non sarebbe del tutto d’accordo.

Ecco che l’unica arma di difesa che resta agli amanti dello sport, per non far morire la pallacanestro è la critica, l’ironia, il sarcasmo. Ecco spuntare come funghi i cosiddetti “cani da guardia del palazzo”. Per fortuna che ci sono ancora i Gulletta, i Sangiorgio, vivaddio, perchè questi talvolta mordono in modo forse eccessivo e ingiustificato, ma alla resa dei conti garantiscono, con la loro indipendenza e combattività, il vivere civile di una federazione.

E allora ci chiediamo: è davvero solo un caso che Gulletta, Sangiorgio, finiscono sotto processo chi per una battuta sui social chi per una email che non ha mai inviato, per giunta di un articolo di un giornale on line, dunque già visibile di suo, articolo che nessuno ha mai contestato né querelato?

Ma dove sono i grandi presidenti, le grandi menti, la famosa coscienza di un popolo che grazie allo sport ha saputo superare crisi, miseria e fame, negli sbuffi di Rescifina? Nei continui rinvii di Caruso? Nei summit di gente che ha perso la faccia?