Pasqua in lockdown tra auguri, attese e impegni

Seconda Pasqua consecutiva in lockdown. Gli auguri che rivolgo a voi e ai vostri cari per le prossime festività sono un’occasione per rimarcare l’utilità che le tecnologie telematiche ci offrono per mantenere il contatto sociale, al di là del distanziamento fisico impostoci dalla pandemia in atto da più di un anno. Ma anche per dare un senso concreto all’auspicio di serenità che nasce dal clima pasquale ricordandoci le attese di chi lavora nella professione giornalistica e gli impegni che attendono noi che ne abbiamo la rappresentanza.

Il recente Decreto sostegni ha dato una prospettiva immediata per i lavoratori italiani, non solo nel settore delle professioni, che sono titolari di una partita Iva. L’attesa ora si sposta su altri provvedimenti, primo fra tutti gli sgravi contributivi, che la politica dovrebbe al più presto rivolgere agli iscritti alle Casse private di previdenza collegate agli Ordini professionali, tra le quali l’Inpgi.

Di questo, ne abbiamo parlato nei giorni scorsi in questo sito (leggi: Decreto sostegni: partite Iva, dal 30 le domande per le erogazioni; in arrivo ulteriori norme per le professioni). E l’Inpgi stesso, nella sua newsletter (clicca qui per iscriverti alla newsletter Inpginotizie), ha fornito le indicazioni tecniche utili (leggi: Decreto sostegni: possibile accedere a contributi a fondo perduto). Newsletter dell’Inpgi che dà anche una importante novità giurisprudenziale sul riconoscimento del lavoro giornalistico anche al di fuori delle testate registrate (leggi: La natura giornalistica dell’attività prescinde dal contesto nel quale viene svolta).

Sempre dal mondo politico, è attesa la ripresa del confronto sui temi “caldi” del momento: mercato del lavoro, equo compenso per i giornalisti autonomi, minacce e campagne d’odio nei confronti dei giornalisti (e soprattutto delle giornaliste, con abbondanti rigurgiti sessisti), allargamento della platea degli iscritti all’Inpgi. Un provvedimento, quest’ultimo, che vada al di là dei limiti attualmente imposti da una legge professionale risalente a tutta un’altra epoca. E anche da una declaratoria della professione giornalistica che risale sempre a quell’epoca storica e che sarebbe auspicabile che il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti adeguasse finalmente ai tempi odierni.

Per fare questo, occorre avere un Ordine nel pieno dei suoi poteri (attualmente limitati dalla proroga rispetto alla naturale scadenza) al più presto, dopo l’improvvida decisione dei vertici nazionali di annullare le elezioni previste nel termine ordinario a ottobre scorso, quando la curva dei contagi era decisamente più bassa di quanto lo sia oggi, e questa circostanza avrebbe permesso di votare in tranquillità.

Su molti di questi temi si incentra l’attività sindacale in atto, che ha prodotto confronti con il governo (leggi: Editoria, la Fnsi dal sottosegretario Moles: «Rilanciare il settore e contrastare il precariato»), interventi nelle sedi istituzionali (leggi: Cronisti minacciati, Verini (Antimafia): «Coinvolgere il Viminale contro le campagne di odio») e studi (leggi: ‘Precariometro’, il link per partecipare alla rilevazione della Clan-Fnsi).

Sono questi i punti salienti della nostra agenda, da continuare ad approfondire dopo il prossimo fine settimana pasquale. Per il quale rinnovo i miei personali auguri.

Giornalista professionista freelance. Dal 1983 collaboratore di testate locali e nazionali dai Castelli Romani per cronaca e sport. Presidente e docente dell’Università Popolare Castelli Romani, Ente terzo autorizzato dal Ministero della Giustizia alla Formazione professionale continua per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti. Consigliere dell’Inpgi e dell’Associazione stampa romana.