Inflazione in crescita. Stato che dà (per alcuni) e fa lo sciacallo per tutti

Le stime preliminari di Istat ci informano che a luglio l’inflazione è +0,3% su base mensile e +1,8% su base annua (1). Percentuali che non dovrebbero preoccupare gli esperti (l’inflazione è bene che sia – moderatamente – col segno +, vuol dire che l’economia cresce).

Andando a guardare nello specifico, oltre a prezzi abbastanza stabili e con lievi aumenti tipici della stagione estiva (quasi come se il covid non ci fosse…), c’é una discutibile politica statale dei prezzi energetici (gas, carburanti per autoveicoli ed energia elettrica: da +14,1% di giugno a +16,9% di luglio), soprattutto per i regolamentati (tariffe per l’energia elettrica, il gas per usi domestici e quello da riscaldamento): da +16,9% di giugno a +29,0% di luglio). In questi casi viene sempre portato a giustificazione il condizionamento “esterno” delle materie prime che noi importiamo.

Ma non è proprio così. Per due motivi che si aggiungono ai costi base:

– la componente fiscale che, nel caso dei carburanti, per esempio, va oltre il 60% del prezzo alla pompa;

– la politica di aiuti covid basata su bonus ed elargizioni a fondo perduto piuttosto che riduzioni e agevolazioni fiscali.

 

Il risultato di questa politica è che abbiamo uno Stato che da una parte fa il “buon donatore” e il “buon rimandatore di imposte” per alcuni, ma contemporaneamente fa il “dracula” per tutti. Crediamo sia presto per stabilire il saldo di questa politica per il consumatore, ma sta di fatto che quest’ultimo viene trattato come un suddito: prono alle decisioni/imposizioni dello Stato e non libero ed intraprendente in un mercato ribassato per tutti. Un contesto in cui è scatenata la guerra tra i garantiti (dipendenti pubblici e delle grandi aziende che hanno sempre funzionato durante il covid) e tutti gli altri, con atti di sciacallaggio trasversali pur se il primo sciacallo è lo Stato.

Sono queste le politiche di crescita economica?

1 – https://www.aduc.it/notizia/inflazione+crescita+luglio_138131.php

 

Vincenzo Donvito, presidente Aduc