Tumore ovarico: ogni anno 5.400 nuove diagnosi. L’Istituto di Candiolo IRCCS ottiene la certificazione d’eccellenza europea ESGO

Il Centro per i Tumori dell’Ovaio dell’IRCCS Candiolo è l’unico centro in Piemonte, e tra i pochi in Italia, a integrare la tecnica HIPEC (il “lavaggio” addominale con chemio a caldo che riduce la mortalità del 30%) per i tumori avanzati ed utilizzare tecnologie d’avanguardia come il robot Da Vinci Single Port per i tumori iniziali, offrendo un percorso che va dalla chirurgia ultra-mininvasiva alla gestione dei casi più complessi con interventi simultanei addome-torace

Candiolo (TO) – Sono circa 5.400 le donne che ogni anno in Italia ricevono una diagnosi di tumore ovarico, una patologia complessa che rappresenta la forma più insidiosa di neoplasia ginecologica a causa di sintomi spesso silenti. In occasione della Giornata Mondiale del Tumore Ovarico, che si celebra il prossimo 8 maggio, l’Istituto di Candiolo IRCCS risponde a questa sfida annunciando un traguardo di rilevanza internazionale: l’ottenimento della prestigiosa certificazione ESGO (European Society of Gynaecological Oncology) per il proprio Centro per i Tumori dell’Ovaio, diretto da Luigi Carlo Turco.

“Questo prestigioso riconoscimento internazionale conferma l’impegno costante dell’Istituto di Candiolo nell’offrire alle pazienti le migliori prospettive di cura attraverso l’integrazione tra ricerca scientifica e pratica clinica d’eccellenza – dichiara Salvatore Nieddu, Direttore Generale dell’Istituto di CandioloOttenere la certificazione ESGO significa far parte di un network europeo d’élite, dove l’innovazione tecnologica e la specializzazione medica sono messe interamente al servizio della persona. Il nostro obiettivo è continuare a investire in competenze e tecnologie di frontiera per far sì che Candiolo resti un punto di riferimento insostituibile per le donne che affrontano questa difficile battaglia”.

 

Il primato dell’HIPEC

 

L’Istituto di Candiolo si conferma pioniere nel trattamento del carcinoma ovarico avanzato attraverso la chemio-ipertermia intraoperatoria (HIPEC). L’Istituto è attualmente l’unico centro in Piemonte (e tra i pochissimi in Italia) a integrare questa procedura, oggi ufficialmente inserita nelle linee guida europee ESGO. “L’HIPEC consiste nel ‘lavaggio’ addominale con chemioterapia ad alta temperatura effettuato direttamente in sala operatoria – spiega Luigi Carlo Turco, direttore del Centro per i Tumori dell’Ovaio dell’Istituto di Candiolo IRCCS -. Questa tecnica permette di colpire le cellule tumorali residue con calore e farmaci mirati, aumentando l’efficacia della cura senza gravare sul resto dell’organismo”. I dati clinici consolidati sottolineano l’efficacia del trattamento combinato. “Si stima un guadagno assoluto di circa 11-12 mesi di vita rispetto alla chirurgia tradizionale – precisa Turco -. Inoltre, l’aggiunta della tecnica HIPEC riduce del 33% il rischio di morte e del 34% il rischio di recidiva. Il beneficio non è solo immediato, ma persiste nel lungo periodo, raddoppiando quasi la sopravvivenza a 5 anni (che passa dal 20% al 40%)”.

 

Innovazione chirurgica

 

L’eccellenza di Candiolo si esprime anche attraverso l’implementazione di protocolli di altissima precisione che ridefiniscono i limiti della curabilità. “Per i casi in stadio iniziale, al Centro per i Tumori dell’Ovaio utilizziamo il sistema robotico Da Vinci Single Port – spiega Turco –: questa tecnologia permette di operare attraverso un unico accesso di pochi centimetri, garantendo la stessa radicalità oncologica della chirurgia tradizionale, ma con un impatto estetico minimo e una drastica riduzione del dolore post-operatorio””.

L’Istituto si distingue inoltre per la capacità di gestire i casi di “chirurgia estrema” grazie alla cooperazione multidisciplinare. “Laddove la malattia si sia estesa oltre l’addome, la presenza simultanea in sala operatoria di ginecologi oncologi esperti in citoriduzione ,chirurghi oncologi e chirurghi toracici permette di eradicare la malattia addominale in divese sedi e di trattare le metastasi intratoraciche nello stesso intervento”specifica Turco. L’impiego della laparoscopia diagnostica avanzata e della videotoracoscopia agisce come un “radar” selettivo, permettendo ai medici di mappare l’estensione del tumore con precisione millimetrica e personalizzare il trattamento per ogni singola paziente, evitando interventi eccessivamente invasivi quando non necessari o garantendo la massima radicalità dove richiesto.

 

“Siamo lieti della certificazione ESGO, segno del riconoscimento del nostro impegno e della nostra professionalità in un percorso complesso quale il management dei tumori ovarici, che abbiamo cercato di caratterizzare e valorizzare con la multidisciplinarità clinica, l’accesso a protocolli di ricerca, l’utilizzo di approcci tecnologici sofisticati – in particolare la chirurgia robotica – l’umanizzazione dei percorsi – che abbiamo arricchito con la disponibilità di psicologi e sessuologi – conclude Piero Fenu, Direttore Sanitario dell’Istituto di Candiolo – IRCCS – . Tuttavia non consideriamo questo riconoscimento, pur decisamente prestigioso, alla stregua di un traguardo raggiunto, ma piuttosto come una tappa significativa verso l’obiettivo fondamentale dell’oncologia moderna, che rappresenta altresì la mission dell’Istituto di Candiolo: fornire le cure migliori e preservare la qualità di vita”.