Calenda, d’intesa con la Fondazione Einaudi, costruisca e guidi l’alternativa per fermare le derive di destra e sinistra…
Lo spettacolo indecoroso offerto dalla politica in occasione della votazione alla Camera sulla proposta di riforma della legge elettorale conferma l’esigenza di superare il bipolarismo forzato degli ultimi decenni e di restituire agli Italiani il diritto di partecipazione politica e rappresentanza elettorale.
Per Democrazia Liberale i cittadini devono poter scegliere i propri rappresentanti in modo proporzionale rispetto alle diverse sensibilità politiche presenti nel Paese, da decenni sacrificate sull’altare pretestuoso della governabilità e ora del tutto annullate dalla previsione di un abnorme premio di maggioranza che impedirebbe al Parlamento di legiferare autonomamente e di controllare l’operato del governo.
Il tutto mentre cresce la radicalizzazione dei due poli, disponibili a spostarsi su posizioni sempre più massimaliste.
Per porre un freno a questa deriva è necessario superare il bipopulismo di destra e di sinistra, costruendo un polo liberale, riformatore ed europeista già alle prossime elezioni politiche, così da offrire una valida alternativa a chi non si riconosce negli estremismi che stanno prendendo il sopravvento in entrambi gli schieramenti.
Democrazia Liberale auspica che Carlo Calenda, d’intesa con la Fondazione Einaudi presieduta da Giuseppe Benedetto, possa finalmente dare seguito alle dichiarate intenzioni di costruire e guidare un’aggregazione di centro liberale che non sia una mera sommatoria elettorale, bensì un nuovo progetto politico che possa intestarsi lo viluppo sociale ed economico dell’Italia, riappropriandosi della visione europeista liberale che fu di Luigi Einaudi e Gaetano Martino.
