VERTENZA MESSINAMBIENTE & FP CGIL E UILTRASPORTI

Siamo alla farsa – i problemi che attanagliano il sistema del ciclo dei rifiuti sono ben noti a tutti – dichiarno Clara Crocè Segretario Generale della FP CGIL, Carmelo Pino responsabile del settore e Silvio Lasagni Segretario Generale della UilTrasporti – nonostante tutto, i lavoratori sulla loro pelle unitamente alle OO.SS. hanno responsabilmente, da sempre e nonostante tutto, cercato di evitare l’emergenza rifiuti: ma a tutto c’è un limite. Additare i lavoratori e le OO.SS come i responsabili di una eventuale interruzione di pubblico servizio, è una litania che rischia di diventare un alibi per non aggirare e non affrontare i problemi relativi alla sicurezza delle maestranze; dai mezzi obsoleti alle attrezzature di protezione individuali spesso non esistenti. E ancora, potrebbe appare come un timido tentativo per spostare su altri le responsabilità che, a fronte di lauti compensi, sono soltanto in capo al datore di lavoro. Nel nostro caso Sindaco , liquidatore della Messinambiente e liquidatore dell’ATO ME3. Siamo convinti che i cittadini messinesi non chiederanno alle maestranze della Messinambiente di pagare sulla loro pelle il tributo, di probabili infortuni e incidenti, per raccogliere l’immondizia. I lavoratori in questi anni lo hanno fatto, la parola d’ordine era “uscire a ogni costo” anche con gli automezzi rotti, pur di evitare l’emergenza. E se nella eventualità qualche cassonetto non veniva svuotato, si è fatto credere ai cittadini che ciò era imputato ai lavoratori fannulloni. Riteniamo inopportuno, irriconoscente e inaccettabile che chi sta comodamente seduto in poltrona (sicuramente a norma) abbia liquidato la vicenda del grave infortunio come semplice negligenza del lavoratore. Questa determinante circostanza, ha fatto scattare la molla e l’orgoglio dei lavoratori, li ha fatti coscientemente riflettere e si sono resi conto che a nulla sono valsi i sacrifici di questi ultimi anni. E’ bene evidenziare che per questi era perfino necessario dimostrare di essere soggetti utili, avendo anche l’obiettivo di volersi affrancare da una condizione che nell’immaginario collettivo li aveva rilegati come “gli ultimi”. E’ necessario sottolineare che in Italia, negli ultimi mesi del 2011, sono morti cinque addetti nel settore dell’igiene ambientale per carenza di norme sulla sicurezza. Rivendicare sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto inalienabile –
continuano Crocè e Lasagni – sul quale non è possibile immaginare soluzioni alternative; insomma non è possibile fare sconti a nessuno. I lavoratori hanno il diritto-dovere di uscire con mezzi idonei. Dopo l’infortunio e la consequenziale protesta dei lavoratori, l’azienda ha portato in officina 7 su 14 mezzi pesanti. E di questi sette dichiarati idonei alla circolazione, sono usciti per la raccolta soltanto tre mezzi. E’ paradossale che tra i mezzi idonei, l’azienda aveva messo a disposizione anche quello contrassegnato con il n. 422, proprio il mezzo che ha causato l’infortunio al lavoratore.
L’emergenza rifiuti, è provocata dai soggetti che abbiamo più volte chiamato in causa – continuano Crocè Pino e Lasagni- e che scientemente e artatamente stanno portando al collasso il servizio e la città. Per tali motivi abbiamo richiesto al Commissario straordinario ai rifiuti Raffaele Lombardo e al Direttore Generale Emanuele, un immediato intervento sostitutivo e un urgente incontro per discutere anche in merito alla repentina liquidazione dell’azienda, proprio per evitare l’emergenza rifiuti. Non sono più sufficienti gli “interventi tampone”; per la risoluzione della vertenza; pretendiamo chiarezza, sia sul futuro del servizio e sia sui livelli occupazionali. FP CGIL e UILtrasporti, hanno indetto un’assemblea sit-in dei lavoratori per il prossimo martedì dalle ore 10 alle ore 12 davanti al Comune. L’assemblea, è stata indetta dopo la fine dei turni fondamentali per la raccolta, allo scopo di consentire prima ai lavoratori di espletare il loro servizio, anche con quei pochi mezzi messi a disposizione dall’azienda. L’assemblea sit-in è stata anche indetta per rendere noto ai cittadini le condizioni di lavoro in cui operano le maestranze e per rivendicare garanzie sul servizio e sui livelli occupazionali nonché sugli stipendi dei dipendenti. Invitiamo i cittadini a partecipare e a dare sostegno e solidarietà.