Al via Jazz’Inn 2026 a Ostra: dal 29 giugno al 3 luglio innovazione e musica nel borgo

Jazz’Inn compie dieci anni e per la sua X edizione raddoppia le tappe, portando il laboratorio di innovazione collaborativa e le serate musicali prima a Ostra (in provincia di Ancona), dal 29 giugno al 3 luglio, e poi a Roma, dal 9 al 13 novembre all’Acquario Romano. Ideati e promossi da Fondazione Ampioraggio, i due appuntamenti sono complementari e rappresentano la doppia anima dell’Italia per costruire “ponti” tra borghi, cuore del saper fare, e metropoli, hub di servizi e ricerca. Una duplicità che si riscontra anche nella creatività della decima edizione, che rappresenta le due tappe di Jazz’Inn 2026 come due figure femminili che si osservano.

“Le due donne che si guardano rappresentano l’Italia di oggi che guarda al suo futuro – spiega Giuseppe De Nicola, Direttore Generale della Fondazione Ampioraggio e autore dell’idea grafica. Da Ostra partirà infatti un obiettivo ambizioso: trasformare l’intelligenza collettiva degli oltre 500 partecipanti attesi per elaborare insieme il primo “Manuale pratico dell’innovazione”, un documento che raccoglierà visioni, proposte, strumenti e raccomandazioni emerse durante le giornate marchigiane e che sarà consegnato ai decisori nazionali in vista della tappa conclusiva di Jazz’inn Capitale”.

Quest’anno il tema di Jazz’Inn è UAU! – Umanità AUmentata, Persone oltre la tecnologia, un invito a ripensare il rapporto tra tecnologia e persone, affinché l’innovazione non perda mai la sua dimensione più autentica: quella umana. Ad aprire le cinque giornate, il collegamento internazionale con le “Madri della Pace”, evento inaugurale della X edizione, con le testimonianze di Laila AlSheikh, madre palestinese, e Robi Damelin, madre israeliana, entrambe appartenenti al Parents Circle – Families Forum, che racconteranno come sia possibile scegliere la riconciliazione anche dopo aver vissuto il dolore più profondo. Un dialogo che supera i confini geopolitici e diventa un messaggio universale: la pace è la forma più radicale di innovazione umana.

Open innovation, Jazz, convivialità e relazioni
Cinque giorni di innovazione lontani dai luoghi comuni: a Ostra saranno presenti 60 Case Giver provenienti da tutta Italia, tra comuni, imprese, enti del terzo settore, istituzioni, organizzazioni culturali e soggetti dell’ecosistema dell’innovazione che porteranno problemi concreti e bisogni autentici. Non si tratta di esercizi teorici ma di veri tavoli di lavoro in cui i partecipanti sono chiamati a contribuire alla definizione di idee, strategie e proposte operative capaci di generare impatto reale sui territori. Startup, PMI innovative e spin-off presentano soluzioni tecnologiche e modelli di business dedicate ad imprese, territori e comunità, in più ogni pomeriggio Jazz’inn offre momenti di approfondimento aperti al pubblico attraverso cinque Open Talk sull’innovazione Made in Italy: conversazioni capaci di mettere in dialogo esperienze, visioni e pratiche per imparare a porre nuove domande per nuovi bisogni.
Nel Fuori Jazz’inn prendono vita oltre 30 Laboratori di Innovazione dedicati alla progettazione collaborativa, che vedonoi partecipanti lavorare attorno a quattro grandi ambiti: territori e comunità intelligenti; innovazione, tecnologia e impresa; sostenibilità e transizione ecologica; welfare, salute e inclusione. Spazi aperti in cui imprese, cittadini, professionisti, associazioni, amministratori e giovani possono contribuire alla costruzione di nuove prospettive per i territori in modo condiviso. Jazz’Inn resta poi fedele alla propria identità e ogni sera il confronto lascerà spazio alla musica, agli aperitivi, alle degustazioni e agli incontri informali. Cinque concerti jazz, eventi conviviali e occasioni di networking renderanno l’esperienza ancora più ricca perché spesso le intuizioni migliori nascono lontano dai tavoli ufficiali.