“Piacere, sono Sara”. Lo sappiamo, eccome se lo sappiamo, le rispondiamo, mai presentazione fu più superflua. Sara Priolo accenna un sorriso, che si trasforma in una risata: dalla fama perenne non si scappa. Sara, siciliana doc, intelligente, spigliata, bella e in carriera. Si è alzata in piedi, porge la mano come fa una donna di classe, e soprattutto sfodera il suo sorriso sconfinato, il più famoso di Palermo e non solo.
Il sorriso, lo sguardo, gli occhi e la sua voce sono armi letali che a essere precisi lasciano una fitta scia di divismo dietro di sé. Sara è conosciuta nel mondo dello spettacolo, della radio (è una delle speaker di punta della seguitissima Radio In), delle influencer (i suoi profili social contano migliaia e migliaia di followers) e dei set fotografici. Quello che cattura è il suo contatto visivo continuo e dopo ogni frase ci regala un altro sorriso dei suoi: chissà quanti cuore infrange epperò è bene dirlo: ha trovato la felicità a casa, con una persona speciale, ha incontrato l’anima gemella, lui è l’uomo che sognava e immagino che neppure voglia dirci quale sia stato il segreto per catturare il suo cuore, ma qualunque cosa sia accaduta è stata per Sara, per loro, una magia. Una storia da lettera d’amore.

A volte capita che la quotidianità è un sogno. Ci sono così tanti bei film, che raccontano storie d’amore ma quando succede davvero ti emozioni e sei felice per loro. E se quello che andremo a svelare in questa intervista non vi basta vi consigliamo di seguirla in radio e nei suoi canali social e già che ci siete mettere in conto parecchie lacrime di gioia e tante emozioni: e la rilettura del best seller “Piccole cose meravigliose” di Cheryl Strayed.
Standing ovation per la nostra Sara.
Diritti, riconoscimenti, possibilità di sognare: lo scetticismo tossico, le opinioni non richieste, l’ansia di fare troppo o di fare poco. Ancora oggi, a ogni latitudine, le donne sono costrette a combattere per la parità. Sara come hai costruito il tuo sogno?
Quanto sono vere le tue parole. Pensa che ho iniziato quando avevo circa 20 anni, un’età giusta ma anche innocente per capire certi meccanismi. Un’età in cui sogni e speri, dall’altra parte in cui devi anche tenere gli occhi ben aperti, perché le illusioni possono essere dietro l’angolo. Sognare il successo è un conto, perseverare su quelli che sono gli obiettivi, un altro. La mia famiglia, mia madre, mi hanno sempre supportata e seguita in ogni mio passo, dal più piccolo a quello più grande. A oggi, mio marito, mia spalla e mio manager, fa altrettanto. Un messaggio importante che voglio passi è: oggi la donna desidera e può avere. E deve punture ad avere un’indipendenza mentale, fisica ed economica. Se ha questo, può avere tutto.
La tua parte più fragile?
La mia parte più fragile è la sensibilità e la tendenza a pretendere tanto da me stessa.
Parliamo di progetti: c’è una cosa che vorresti fare su tutte?
Per quanto riguarda i progetti, fisiologicamente, ne ho sempre uno nuovo in mente. Molto spesso li penso d’impulso, e mi ci vedo sempre alla direzione, ma non ne parlo prima, perché amo concretizzare e poi raccontarli. Ho realizzato diverse esperienze in questi anni, se ci penso, mi manca, anche per una sola volta, un’esperienza sul grande schermo.

Sei una ragazza molto seguita sui social: spazio bellissimo in cui parlare anche di temi importanti, ma anche (purtroppo) un luogo di potenziale tossicità. Quali sono le critiche sono le più assurde? Qualche disavventura da raccontare o è tutto rose e fiori?
Quando ti esponi, lo sai. Puoi ricevere tanto affetto e ammirazione, ma anche critiche. Critiche su ciò che fai e su ciò che dici, sul tuo stile di vita oppure insinuazioni basate solo su sensazioni, senza realmente conoscere i fatti. Infatti vivo i social consapevole di ciò che sono e di ciò che pubblico, ma pronta a rispondere quando serve o anche a non rispondere. Sui social puoi vivere un affetto smisurato ma anche una cattiveria facile. Bisogna ricordarsi di chi si è, sempre, senza perdersi, aldilà dei numeri.
La bellezza, il successo, la ricchezza, l’indipendenza: a quali di queste cose sei più attaccata?
Sono legata prima di tutto all’indipendenza in tutti i termini. Poi alla famiglia e agli affetti sinceri, e poi seguono gli altri aspetti. Sarei falsa a non dire anche che non bisogna trascurare la bellezza. Io ci tengo alla mia cura. Chiaramente anche il lavoro, perché è ricchezza, ed è qualcosa che ci tiene impegnati, per cui ci esprimiamo e diamo il massimo, e poi segue tutto il resto.
Un pizzico di seduzione: che cosa bisogna fare per farsi notare?
Per farsi notare la seduzione serve, ma mai quanto il carisma.
Il tuo primo impatto con la moda, la radio e la fotografia: tutti dicono che non sia esattamente una passeggiata affrontare il pubblico… Quale indumento è l’ideale vessillo di una generazione, di una cultura?
Per quanto mi riguarda, l’indumento che mi caratterizza sono le giacche. Poi il rossetto. Ma prima di tutto il sorriso.
Cuore e batticuore di Sara: quanto è importante per te essere amata e apprezzata?
Essere amata e apprezzata è il massimo, per me, come per tutti. Non si pretende. Ma devo dire che mi faccio volere bene, e ne sono felice. È tutto molto naturale. Certo, sono consapevole che posso anche non fare simpatia, ma è una sensazione a pelle.

La tua poesia preferita?
Poesia preferita? Margherita Ronconi – Abbi cura di te
Chi ti ha aiutato o semplicemente dato qualche consiglio inaspettato o aperto nuovi orizzonti?
Aiuto e consigli da molte persone care e vicine a me, professionisti, ma anche famiglia. Mio suocero, nonché fondatore di Radio In, che quest’anno compie 50 anni, e mio marito, Gilberto Naselli. Poi il mio istinto, la mia preparazione e studio costante per il mio settore, quello della mia comunicazione.
Come pensi si evolverà il tuo lavoro, quindi la tua vita?
Il mio lavoro si evolve come quando sbocciano i fiori, gradualmente e in continuo trasformazione. Avendo un diploma, una laurea, delle certificazioni, continuo anche a studiare inglese per conseguire la seconda certificazione, esperienze pratiche sul settore, anche d’insegnamento nel campo della comunicazione, mi vedo a capo di qualcosa, mi piace l’idea di continuare a insegnare, divulgare, raccontare, sempre con grande creatività, ed essere ricordata per questo.

Si dice che un’icona cambia look e risorge sul palcoscenico della vita: svelaci cosa accade nella tua anima d’artista?
La mia anima d’artista? Rock/Pop. Imprevedibile ma con grande stile.
Alla fine, hai deciso cosa vuoi fare da grande?
Da grande sarò una mamma, un capo di me stessa e a contatto con il pubblico.
P.S. Ammettiamolo, noi siciliane siamo come le brioches col gruppo: morbide, profumate, accoglienti, e piene… di carattere.
Classiche all’arancia o pangocciolo, riempite con creme artigianali al pistacchio, nocciola, Nutella o cioccolato bianco.





