L’estate, i metereologi e l’informazione

Di ritorno da un fresco nord Europa sono approdato a Firenze il 17 agosto in un primo pomeriggio dove, aperto il portellone dell’aereo, sono stato investito dalla tipica ”quasi quaranta quando va bene” a cui in questa città si è abbastanza abituati in questo periodo (in genere un po’ prima… ma è lo stesso). Mi sono consolato: le previsioni dicevano che da martedì 22 le temperature sarebbero scese. E’ arrivato questo martedì e… “nisba”.

Gli esperti mezzo busto, già dal lunedì 21 ci informavano che giovedì 24, al massino venerdì 25 ci sarebbe stato un brusco cambiamento. Mi sono mentalmente preparato e il mio corpo ha atteso ma … “nisba”. I soliti mezzi busti, anche con stellette sulle giacche, mi hanno detto che sabato 26, al massimo domenica 27 ci sarebbe stata la rivoluzione climatica. Ma già sabato 26 mattina la rivoluzione era stata spostata a lunedì 28.

La figliola. “babbo, prima di cominciare l’università, si pensava di andare con le amiche del liceo (con cui non ci vedremo più se non di rado) un giorno al mare… ma dice che piove… e andare a Viareggio per stare chiusi in un bar… non è quello a cui aspiriamo”.

Ho pensato: chissà quante figliole avranno avuto questi amletici problemi. Io – tiraballa – che piova o meno ne risento solo per gli spostamenti urbani in bicicletta, ma la figliola.. urka!

Stamane c’è il sole, oggi pomeriggio o domani ci dovrebbe essere la rivoluzione, che faccio, rischio per andare alle 19 a quel dibattito al giardino dell’Orticoltura all’aperto? Boh.

A questo punto, potrei sperare nel rimpallo della scorsa settimana… ma credo che, complice l’inesorabile avanzamento del calendario più che i meteorologi.. è bene che mi porti l’ombrellino e non vada in bici.

Come diceva il nostro sommo? ..di doman non c’è certezza…

 

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc