Un settore poco conosciuto delle scommesse ha avuto in questi giorni un’impennata: i mercati di previsione, nella fattispecie sulle azioni militari.
Anche se le scommesse non sono considerate gioco d’azzardo nel senso tradizionale del termine, dove è il banco a stabilire le quote. Si tratta piuttosto di un contratto in cui il prezzo fluttua come le azioni negoziate in borsa.
Parliamo della guerra in Medio Oriente e Iran. C’è chi ha già vinto 4.500 dollari sulla piattaforma Polymarket, prevedendo la data di attacco degli Usa.
Polymarket è un mercato di previsione basato su criprovalute che offre, con l’anonimato degli scommettitori, una ampia gamma di eventi politici su cui scommettere. Eventi creati dalla piattaforma, talvolta su suggerimento degli scommettitori.
Nel nostro caso ci sono state scommesse sulla chiusura dello Stretto di Hormuz e sull’ingresso delle truppe Usa in Iran. Allo stato, le scommesse legate a questa guerra ammontano a 529 milioni di dollari.
Si può scommettere anche sulla guerra Russia/Ucraina.
Il modello di business si basa sulla vendita dei dati generati sulla piattaforma. dati che vengono anche venduti a responsabili politici, inserzionisti e ricercatori.
Diversi Paesi vietano l’uso di Polymarket, mentre in Usa il divieto è stato revocato da Trump l’anno scorso…. e suo figlio è uno dei maggiori “giocatori” su questa piattaforma.
La riflessione “etica” è che si trae vantaggio dalle disgrazie degli altri.
Non solo.
Cosa accadrebbe se un leader al potere fosse influenzato dalle scommesse fatte da lui stesso o dai suoi elettori nel decidere il momento preciso in cui bombardare un altro Paese?
Alcuni militari israeliani, per esempio, sono in arresto o sotto indagine per aver presumibilmente utilizzato informazioni riservate per scommettere sugli attacchi che Israele avrebbe o non avrebbe fatto. Uno stato potrebbe scommettere sulla probabilità che scoppi una guerra nel proprio interesse, modificando il dibattito pubblico e influenzare il valore delle scommesse.
Quando si dice: giochiamo alla guerra? Sogni infantili commisurati all’eta “adulta”
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
