Immaginiamo di chiedere, a un campione di italiani, il nome di una città slovena. La stragrande maggioranza di coloro che sapranno rispondere penserà, naturalmente, a Lubiana. Qualcuno individuerà Maribor, secondo centro del Paese, e qualcun altro magari Nova Gorica, ripescandola dalle memorie scolastiche o dalla nomina, insieme a Gorizia, a Capitale Europea della Cultura 2025.
E poi?
Non stupisce che la Slovenia sia nota come Cuore Verde d’Europa: oltre il 60% del suo territorio è coperto da foreste e quasi il 40% da aree naturali protette.
Se soltanto Lubiana supera i centomila abitanti (285.000) e Maribor li sfiora (97.000 circa), per trovare la terza città del Paese bisogna scendere ai circa 37.000 di Celje e Kranj.
Ciò non vuol dire, tuttavia, che queste città, che consideriamo piccole sulla scala di quelle italiane, siano prive di importanza o interesse. Raccontano, piuttosto, un modello di sviluppo urbano diverso da quello a cui siamo abituati, fatto di tanto verde e poco cemento, non solo tra una città e l’altra ma anche all’interno degli stessi tessuti urbani, dove il verde assume un ruolo centrale nella vita quotidiana delle persone.
L’Associazione delle Città Storiche della Slovenia
L’Associazione delle Città Storiche della Slovenia è nata, 25 anni fa, proprio dalla consapevolezza che un piano efficace di salvaguardia e promozione di centri urbani piccoli e dalle risorse limitate, come quelli del Paese, non possa prescindere da un’azione coordinata e congiunta, unitamente allo scambio di esperienze positive e meno positive tra destinazioni con problemi, sfide e idee simili.
Le 23 città dell’Associazione compongono una mappa culturale che attraversa tutto il Paese: da Capodistria, elegante centro adriatico, con la sua piazza veneziana affacciata sul mare, a Kranj, capitale della Gorenjska, posta ai piedi delle Alpi Giulie, che diede i natali al poeta nazionale France Prešeren, passando per Celje, terzo centro abitato sloveno e sede di uno dei castelli medievali più imponenti della regione.
Tra queste, alcune si distinguono per storie particolarmente sorprendenti.
Ptuj è la città più antica della Slovenia, abitata ininterrottamente dai tempi dei Romani: il suo cuore medievale protetto racconta secoli di storia tra chiese, monasteri e le volte delle cantine vinicole, mentre ogni anno i Kurenti — maschere carnevalesche riconosciute dall’UNESCO — invadono festosamente le sue strade.
Ptuj è stata recentemente riconosciuta quale Migliore città europea per il patrimonio culturale 2026.
Pirano, gioiello dell’Adriatico, è la città natale del violinista Giuseppe Tartini: nelle sue stradine medievali si sovrappongono influenze veneziane e cultura mitteleuropea, e la musica classica risuona ancora nei suoi festival estivi.
Idrija deve la sua fortuna e la sua unicità a un minerale: il mercurio. La seconda miniera di mercurio più grande al mondo le è valsa un posto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, accanto a un’altra eccellenza – il merletto al tombolo – eredità delle mogli dei minatori tedeschi qui stabilitesi nei secoli e tramandato di generazione in generazione.
Radovljica, a soli sette chilometri dal lago di Bled, è la capitale slovena dell’apicoltura e del cioccolato artigianale: le sue case medievali affrescate si affacciano su una piazza che sembra uscita da un libro di fiabe alpine.
La lunga stagione dei festival nelle città storiche
C’è un filo rosso che attraversa la Slovenia per l’intera stagione, dalla primavera alla fine dell’estate: una lunga serie di festival culturali che animano le 23 città storiche del paese. Festival diversi per natura e vocazione, ma tutti accomunati da una stessa scelta: portare concerti, spettacoli teatrali, mostre d’arte contemporanea, performance e celebrazioni di antiche tradizioni locali nei centri storici delle città aderenti all’Associazione.
Anche la scelta delle location non è casuale — è anzi uno degli elementi più distintivi dei festival nelle Città Storiche. Castelli, chiese, monasteri, cortili di palazzi medievali e piazze storiche non fanno da semplice sfondo ma contribuiscono al successo degli eventi. L’acustica di una navata romanica, la luce di un cortile al tramonto, la pietra viva di una fortezza che ha resistito ai secoli — tutto questo entra a far parte dell’esperienza, rendendola irripetibile altrove.
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